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Rizzo, il Luis Alberto con la maglia Spal

di Paolo Negri
Rizzo, il Luis Alberto con la maglia Spal

Il modulo modificabile per dare spazio a chi ha più qualità

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FERRARA. Nel dopogara di Spal-Lazio il tecnico biancazzurro Leonardo Semplici ha affermato che «... con il 4-4-2, usato anche in altri incontri, non è che poi abbiamo avuto grandi vantaggi. Come tecnico devo rispecchiare le qualità e le caratteristiche del gruppo che alleno: siamo stati costruiti per giocare in altra maniera. In corsa si può cambiare modulo, certo. Ma le nostre caratteristiche sono altre. Gli errori che commettiamo non sono figli del modulo. Se poi dal mercato arriveranno giocatori con caratteristiche differenti, studieremo il modo di sfruttare le loro qualità».

Ok, alcune osservazioni:

1) Semplici ha perfettamente ragione nel sostenere che gli errori ripetutamente commessi dalla Spal non dipendono dal modulo tattico

2) è innegabilmente vero anche il fatto che la Spal è stata costruita per dare continuità al 5-3-2 delle precedenti, vittoriose, stagioni

3) sul fatto che con la Lazio il passaggio, a inizio ripresa, non abbia dato grandi vantaggi, bisogna riflettere: certo, la squadra di Inzaghi conduceva già 4-2 ed ha rapidamente trovato la quinta rete; col 4-4-2 gli spallini avevano contrapposizione in fascia (Basta-Rizzo; Lukaku-Schiattarella) ed erano in inferiorità numerica nel mezzo (i laziali Parolo, Lucas Leiva e Milinkovic contro Viviani e Grassi). Logico che ci siano stati problemi, anche alla luce della disparità di valori tra le due squadre, ma è anche vero che nella ripresa la Spal ha avuto due palle-gol, si è vista annullare una rete ed ha colpito un palo

4) Indipendentemente da chi arriverà in sede di mercato, il modulo - se si vuole - può essere cambiato o adattato anche con l’organico attuale

Quest’ultima considerazione ci porta al nocciolo. Posto che i problemi della Spal sono soprattutto in fase difensiva e in retroguardia, stride che in una squadra globalmente povera di qualità per la serie A, stia fuori (o stia spesso fuori, o non sia mai stato utilizzato con continuità) l’uomo di maggior tasso qualitativo dell’organico: Luca Rizzo.

Il suo ingresso, appunto per il passaggio al 4-4-2, contro la Lazio ha confermato le doti dell’ex bolognese: tecnica, dribbling, capacità di saltare l’uomo nell’uno contro uno e di inventare qualcosa. Se mister Semplici sostiene che con gli uomi attuali è difficile fare il 4-4-2 (peraltro adottato con successo, in corsa, nelle gare passate che avevano fruttato punti pesanti), gli si può rispondere che ha ragione perchè né Schiattarella né Rizzo sono esterni di ruolo. E allora perchè fare il 4-4-2 mettendo loro in quelle posizioni? Le possono ricoprire, lo hanno fatto in passato anche in altre squadre, ma le caratteristiche principali sono altre, crediamo.

E allora, un interrogativo? Con tutte le proporzioni del caso, Rizzo non potrebbe essere il Luis Alberto della Spal?

Il fuoriclasse della Lazio è esploso quest’anno, dopo un lungo adattamento e l’attento studio di mister Inzaghi sulla posizione più idonea per esaltarne il talento. Luis Alberto da quando è entrato non è più uscito, ha deliziato, incantato, risolto. Gol ed assist. Visto a Ferrara, dal vivo, che dire: giocatore unico, meraviglioso. Nel 5-3-1-1 è l’”1” dietro Immobile, libero di svariare, inserirsi, suggerire. Può fare anche la mezz’ala.

Senza stravolgere il suo 5-3, Semplici non potrebbe allora utilizzare Rizzo in posizione analoga a quella dello spagnolo, alle spalle di una sola punta, e varare analogo 5-3-1-1? Si dirà: la Spal ha sempre giocato con due attaccanti, e se ne viene tolto uno per mettere Rizzo, come si potrebbe gestire la contemporanea esclusione di Bonazzoli, Borriello, Floccari e Paloschi?

Capiamo. L’obiezione è pertinente. Ma sabato, ad esempio, mancava Floccari. Rizzo potrebbe legare centrocampo e punta, essere l’enganche, risultando - alla lunga - anche meno prevedibile di quando entra a sinistra, da dove deve convergere per cercare il destro vincente (Udinese, Atalanta...). E ne verrebbe liberato il talento, si potrebbe utilizzare con maggior continuità un elemento di valore.

È un’idea, una riflessione. Uno spunto per capire se e come la Spal può sfruttare il proprio giocatore di maggior qualità individuale, e comprendere che vantaggi collettivi ne avrebbe. I problemi, si sa, sono dietro, ma se si accresce anche il ventaglio delle soluzioni propositive-offensive, tanto di guadagnato.

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