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A bocca aperta dentro il duomo Le espressioni di Mike Hall

A bocca aperta dentro il duomo Le espressioni di Mike Hall

Al giro di boa, nella speranza di un girone di ritorno che non si riveli un girone infernale, senza tuttora avere capito granché di questa Bondi e un po’ ci si rassegna. Specialisti nel raffreddare...

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Al giro di boa, nella speranza di un girone di ritorno che non si riveli un girone infernale, senza tuttora avere capito granché di questa Bondi e un po’ ci si rassegna. Specialisti nel raffreddare in un nonnulla gli entusiasmi covati con cura e parsimonia, nel rovesciare le aspettative di svolta tramite un semplice schiocco di dita all’incontrario.

In questo quadro, da urlo di Munch difficilmente psicanalizzabile, non sorprende che l’uomo simbolo, l’effigie sulla bandiera oggi come mai a tre quarti d’asta, sia un tipo alla Mike Hall. Signor giocatore, per carità. Macchina da statistiche, sono i numeri a parlare. Elemento decisivo nelle vittorie, sorbole che verità. Uno di quelli su cui i registi televisivi puntano volentieri una telecamera personalizzata, per sminuzzarne le espressioni facciali e partendo da questo indizio provare a interpretarne le gesta di lì a pochi istanti.

E’ un gioco di scommesse che in tribuna, al netto della distanza con il parquet e la vista calante con l’età, quest’anno è molto di voga: “Vediamo Mike che fa, oggi pomeriggio mi sembra sveglio da mezz’ora”, dice uno; mentre il vicino ribatte “no dai, eccolo bello elettrico, due triple sue e la si porta a casa”. Il segreto è osservare il feeling di Hall con gli arbitri a inizio partita: se marcia nel verso giusto, allora ok. E dire che fin qui siamo stati fortunati, giustamente la società lo ha confermato fino a calendario completato. Si narra di un comportamento inappuntabile fuori dal campo, di un amore per il basket molto genuino, di un debole per la Ferrara monumentale (personalmente lo abbiamo visto ammirare a bocca aperta l’interno del duomo) superiore a quello per la Milano glamour in cui giocò in passato. Ma allora perché l’atteggiamento così svagato di domenica? Ah, saperlo. Intanto la prossima sfida si gioca a mezzogiorno, si va in tv, chissà che il nostro non ne risulti stimolato.

Scommettiamo?

Fabio Terminali



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