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Corsa alla Federcalcio, si parte nel caos

Corsa alla Federcalcio, si parte nel caos

ROMA. La corsa elettorale è appena iniziata ed è già un gran litigare. Due candidati sicuri (Gravina e Tommasi) e uno (Sibilia) verso il passo ufficiale (tra venerdì e sabato la Lega Dilettanti dovrà...

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ROMA. La corsa elettorale è appena iniziata ed è già un gran litigare. Due candidati sicuri (Gravina e Tommasi) e uno (Sibilia) verso il passo ufficiale (tra venerdì e sabato la Lega Dilettanti dovrà rompere gli indugi), tutti invocano la «candidatura unica» ma nessuno sembra intenzionato a fare un passo indietro. E in concomitanza con il Consiglio federale di ieri, è una corsa a chi logora prima l'altro. Il n.1 dell'Assocalciatori si sbilancia: «Ci sono ancora margini per una candidatura unica» dice Damiano Tommasi. Poco dopo gli fa eco Gabriele Gravina: «Un candidato unico per la Figc? Non lo so, abbiamo bisogno di riscoprire il senso di umiltà da parte di ognuno di noi», sentenzia l'altro candidato, promotore del successivo incontro politico tra tutte le componenti. Meno la più importante in termini economici, la Serie A ancora priva di una sua governance. Un valzer delle candidature che, a 20 giorni dal voto, vive in questa settimana un'agenda fitta di impegni. Domani proprio l'assemblea di Serie A, che difficilmente voterà il suo presidente ma potrebbe invece esprimere un indirizzo su un nome dei tre candidati federali, o addirittura un quarto. C'è chi giura che nel caso tutti sarebbero pronti a fare un passo indietro convergendo sul favorito di via Rosellini: «Se troviamo l'intesa su una quarta persona io sono pronto ad appoggiare questa nuova scelta. Sempre che sia competente», ammette proprio Tommasi.



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