Esperienza, fisico e talento La nuova Spal nasce tosta
di Marco Nagliati
L’andata è servita da lezione: Kurtic, Dramè e Cionek alzano qualità e atletismo La società non lesina gli sforzi e blinda anche i suoi gioielli. Tutto per la salvezza
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FERRARA. Arrivata a “campo base”, il punto di sosta dove ci si rigenera e si riflette, la Spal ha iniziato con solerzia ad equipaggiarsi in vista della ripresa del campionato. Tenendo pienamente fede alle dichiarazioni e alle intenzioni manifestate durante le settimane che hanno portato all’apertura del mercato: ci rafforzeremo, incrementando anche lo sforzo economico precedentemente stabilito. Un budget più alto e obiettivi mirati: «Perché noi vogliamo rimanere in serie A». Lo affermano i Colombarini, lo certifica Mattioli, lo vuole Semplici. La prima settimana di apertura delle liste invernali conferma: Vagnati è stato il protagonista tra i direttori sportivi dei club in lizza per non retrocedere. Tre acquisti che, sulla carta, aumentano tecnica-fisicità-esperienza, altri ormai definiti e dietro l’angolo (Luiz Everton). Con un’aggiunta: i gioiellini Lazzari e Viviani blindati. Così come Schiattarella non pare in partenza.
La Spal, dunque, conferma le intenzioni con i fatti. Cerca di colmare le lacune, mantenendo i punti di forza. Posto che l’attacco è convincente e competitivo, le attenzioni dello staff biancazzurro si sono concentrate su difesa e centrocampo. Davanti a Gomis è arrivato Thiago Cionek, una iniezione di energia che diventa convincente alternativa a Salamon e Vaisanen. È brasiliano ma di passaporto polacco, con tanto di 16 partite tra amichevoli, Euro 2016 e qualificazioni ai mondiali di Russia con i biancorossi. Al fianco di Vicari e Felipe, Cionek può diventare una carta decisiva per un reparto che ha sofferto tra spifferi e valanghe.
Ed è poi a centrocampo che la Spal sta facendo operazioni in grado di alzare capacità di tackle e di ripartenza. Se è fisicamente e mentalmente a posto, il senegalese Boukary Dramè (ieri l’annuncio ufficiale dell’ingaggio con opzione per la prossima stagione) aumenta di molto il tasso tecnico e agonistico dei biancazzurri. È etichettato come “la morte nera”, perché come l’astronave di Star Wats non lascia passare nessuno e sa far male attaccando la corsia mancina. Sarà titolarissimo della fascia, con Costa alternativa. A destra, di conseguenza, mister Semplici potrà eventualmente spostare Mattiello che diviene l’alternativa di Lazzari (finora senza un vero sostituto).
Brilla, poi, l’ingaggio di Jasmin Kurtic che ha talento da trequartista e gamba da mezzala. Il nazionale sloveno occuperà la casella di sinistra del centrocampo, nella posizione che fu di Mora e ultimamente di Grassi. Può muoversi in sincronia con Dramè, ma pure è in grado di accentrarsi favorendo le verticalizzazioni di Viviani finora rare. A destra, giusto per dare un colpo ulteriore, è probabile che vada a giocare Everton Luiz un brasiliano di “letture” e temperamento che s’è fatto le ossa tra Svizzera e Serbia. Diventerebbe un’alternativa a Schiattarella e non sfugge come questi innesti potranno permettere a Semplici di avere due pedine per ogni ruolo. Ma, adesso, non più calciatori esordienti o da scoprire: Cionek, Dramè, Kurtic ed Everton hanno pelo sullo stomaco e ampie conoscenze dei massimi campionati. Tra l’altro non è finita qui, perché la prossima settimana l’organico verrà irrobustito con ulteriori iniezioni di “certezze”: Mancini o Bonifazi e Pantic per la difesa (oltre a Oikonomou qualcun altro partirà tra Vasisanen e Cremonesi).
Il mercato orchestrato da Vagnati conferma in pieno il feeling tra società e tecnico, dato che sono stati trattati e ingaggiati atleti che vestono a perfezione il 3-5-2 del nocchiero. Come dire che 4-4-2 rimane una possibilità in determinati momenti delle gare, ma non un modulo sul quale far partire la corsa salvezza. Non a caso, tra i vari biancazzurri richiesti, è partito soltanto Luca Rizzo dotato di indiscutibile talento ma di difficile collocazione tattica.
E che la Spal stia tenacemente aggrappata alla scala, lo dimostra anche la priorità che s’è data: prima i rinforzi, vincendo anche una concorrenza notevole. Poi lo sfoltimento della rosa. «A livello di classifica siamo più o meno nella posizione che ci aspettavamo di essere ad inizio campionato - dice Simone Colombarini -, anche se forse avremmo pensato di avere qualche punto in più per il gioco espresso. Sappiamo che ci sarà da soffrire e che dovremo lottare fino alla fine».
La Spal, dunque, conferma le intenzioni con i fatti. Cerca di colmare le lacune, mantenendo i punti di forza. Posto che l’attacco è convincente e competitivo, le attenzioni dello staff biancazzurro si sono concentrate su difesa e centrocampo. Davanti a Gomis è arrivato Thiago Cionek, una iniezione di energia che diventa convincente alternativa a Salamon e Vaisanen. È brasiliano ma di passaporto polacco, con tanto di 16 partite tra amichevoli, Euro 2016 e qualificazioni ai mondiali di Russia con i biancorossi. Al fianco di Vicari e Felipe, Cionek può diventare una carta decisiva per un reparto che ha sofferto tra spifferi e valanghe.
Ed è poi a centrocampo che la Spal sta facendo operazioni in grado di alzare capacità di tackle e di ripartenza. Se è fisicamente e mentalmente a posto, il senegalese Boukary Dramè (ieri l’annuncio ufficiale dell’ingaggio con opzione per la prossima stagione) aumenta di molto il tasso tecnico e agonistico dei biancazzurri. È etichettato come “la morte nera”, perché come l’astronave di Star Wats non lascia passare nessuno e sa far male attaccando la corsia mancina. Sarà titolarissimo della fascia, con Costa alternativa. A destra, di conseguenza, mister Semplici potrà eventualmente spostare Mattiello che diviene l’alternativa di Lazzari (finora senza un vero sostituto).
Brilla, poi, l’ingaggio di Jasmin Kurtic che ha talento da trequartista e gamba da mezzala. Il nazionale sloveno occuperà la casella di sinistra del centrocampo, nella posizione che fu di Mora e ultimamente di Grassi. Può muoversi in sincronia con Dramè, ma pure è in grado di accentrarsi favorendo le verticalizzazioni di Viviani finora rare. A destra, giusto per dare un colpo ulteriore, è probabile che vada a giocare Everton Luiz un brasiliano di “letture” e temperamento che s’è fatto le ossa tra Svizzera e Serbia. Diventerebbe un’alternativa a Schiattarella e non sfugge come questi innesti potranno permettere a Semplici di avere due pedine per ogni ruolo. Ma, adesso, non più calciatori esordienti o da scoprire: Cionek, Dramè, Kurtic ed Everton hanno pelo sullo stomaco e ampie conoscenze dei massimi campionati. Tra l’altro non è finita qui, perché la prossima settimana l’organico verrà irrobustito con ulteriori iniezioni di “certezze”: Mancini o Bonifazi e Pantic per la difesa (oltre a Oikonomou qualcun altro partirà tra Vasisanen e Cremonesi).
Il mercato orchestrato da Vagnati conferma in pieno il feeling tra società e tecnico, dato che sono stati trattati e ingaggiati atleti che vestono a perfezione il 3-5-2 del nocchiero. Come dire che 4-4-2 rimane una possibilità in determinati momenti delle gare, ma non un modulo sul quale far partire la corsa salvezza. Non a caso, tra i vari biancazzurri richiesti, è partito soltanto Luca Rizzo dotato di indiscutibile talento ma di difficile collocazione tattica.
E che la Spal stia tenacemente aggrappata alla scala, lo dimostra anche la priorità che s’è data: prima i rinforzi, vincendo anche una concorrenza notevole. Poi lo sfoltimento della rosa. «A livello di classifica siamo più o meno nella posizione che ci aspettavamo di essere ad inizio campionato - dice Simone Colombarini -, anche se forse avremmo pensato di avere qualche punto in più per il gioco espresso. Sappiamo che ci sarà da soffrire e che dovremo lottare fino alla fine».
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