La Spal corteggia Pantic E aspetta Everton Luiz
di Marco Nagliati
Mora piace al Parma. Potrebbe aprirsi una riflessione su Meret
4 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Tutto fatto: Thiago Cionek è un giocatore della Spal. Ieri sera volo da Palermo a Roma per le visite mediche, poi la firma e la cena. Oggi potrebbe pure allenarsi a Roma con il suo nuovo club. Dopo tre tornei al Palermo con cinquantatré presenze complessive (trentaquattro in serie A) ed una rete, il brasiliano ma di passaporto polacco cambia aria. Diventa il terzo rinforzo ufficiale della campagna d’inverno spallina, dopo gli atalantini Kurtic e Dramè. Non si può dire che il ds Vagnati sia passato inosservato nella prima settimana di apertura ufficiale delle trattative: ai tre innesti vanno poi aggiunte le due cessioni. Marios Oikonomou che finisce al Bari attraverso il Bologna e Luca Rizzo, che sempre passando per i rossoblù felsinei proprietari del cartellino, s’è accasato dalla Dea bergamasca. «Stiamo cercando di rafforzare la squadra nel miglior modo possibile» dice Simone Colombarini.
Potenziare
Il lavoro del tenace manager spallino non finisce ovviamente qui. Perché la retroguardia va ancora potenziata e pure a centrocampo qualche elemento di impatto è atteso da mister Semplici. Dunque, la difesa. Il ritorno di Kevin Bonifazi sembrava cosa fatta, poi il Torino ha esonerato Mihajlovic e l’arrivo di Mazzarri parrebbe avere bloccato l’operazione in uscita. Finora l’ex spallino è rimasto nelle retrovie, è richiesto anche da Chievo e Verona, non intende sprecare l’intera stagione sapendo che altrove avrebbe maggiore considerazione. Mazzarri capisce, però prima intende valutare sul campo e poi decidere. Significa che per una settimana questo canale è chiuso. Se però Bonifazi finisse col partire, Spal favorita in quanto potrebbe fornire al Torino un’opzione per trattare Lazzari in estate.
La margherita
Mentre i granata sfogliano la margherita, il management biancazzurro sonda alternative. Una è rappresentata dal giovane Gianluca Mancini, anche lui atalantino. Un’idea che stuzzica Vagnati e che va tenuta in caldo. Chiaro che, al netto delle possibili uscite (se arrivano difensori tra Vaisanen e Cremonesi o addirittura Salamon qualcuno diventa in eccesso), a Semplici manca un altro elemento di esperienza da affiancare a Cionek, Vicari e Felipe. Potrebbe essere Aleksandar Pantic, serbo di tante battaglie calcistiche maturate in Spagna ed in uscita dalla Dinamo Kiev. Non Sebastian De Maio, invece: ieri sembrava fatta per il sì del difensore al Sassuolo.
Affaire centrocampo
La Spal sta pazientemente tessendo la tela per portare a Ferrara il brasiliano Everton Luiz. Era atteso a Belgrado (è del Partizan) un paio di giorni fa, ma ha avuto un permesso per soggiornare in Brasile qualche giorno in più in quanto è diventato papà per la terza volta. È atteso in Europa martedì. Potrebbe scindere col Partizan e firmare per la Spal, che lui vuole con forza. Parallelamente all’annuncio ufficiale di Dramè, ieri è giunto anche l’addio di Luca Rizzo che attraverso i soliti circuiti social ha salutato città e tifosi: «Volevo ringraziare chi ha vissuto questa meravigliosa esperienza al mio fianco. Compagni, tifosi e città. È stato un onore riportare questo club alla vittoria in serie A dopo tutti questi anni. Un’esperienza se pur breve, ricca di emozioni». Il riferimento di Rizzo sul gol vittoria è ovviamente il 3-2 siglato nel recupero all’Udinese, il 27 agosto: la prima al Mazza nella massima serie dopo 49 anni di assenza. Rizzo è stato pure decisivo il 5 novembre realizzando la rete del pari a Bergamo.
Doppio portiere
Le uscite spalline non si fermano naturalmente qui. Perché sfoltire l’organico è altro passaggio fondamentale di questa sessione invernale. Posto che quasi certamente i pezzi pregiati rimarranno (Viviani, Lazzari e anche Schiattarella), è avviato alla serie B capitan Mora (lo corteggia lo Spezia, ieri è uscita anche l’opzione Parma). Inoltre potrebbe anche essere aperta una riflessione su Alex Meret, di proprietà dell’Udinese e quindi con necessario coinvolgimento del team friulano. L’infortunio ha frenato il portiere per metà stagione, al contempo Alfred Gomis ne ha raccolto l’eredità con piglio e sicurezza. Difficile e stonato, adesso, togliere la titolarità a Gomis che non ha demeritato e che, tra l’altro, può essere riscattato dalla Spal. Quindi a Ferrara si farebbe crescere un giovane per il bene del club. Altrettanto complicato, però, tenere in panchina Meret che pure non ha colpe se si è infortunato e ora scalpita. Dunque, l’ipotesi di lasciare partire Meret (lo gestirebbe l’Udinese) non è da scartare a priori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Potenziare
Il lavoro del tenace manager spallino non finisce ovviamente qui. Perché la retroguardia va ancora potenziata e pure a centrocampo qualche elemento di impatto è atteso da mister Semplici. Dunque, la difesa. Il ritorno di Kevin Bonifazi sembrava cosa fatta, poi il Torino ha esonerato Mihajlovic e l’arrivo di Mazzarri parrebbe avere bloccato l’operazione in uscita. Finora l’ex spallino è rimasto nelle retrovie, è richiesto anche da Chievo e Verona, non intende sprecare l’intera stagione sapendo che altrove avrebbe maggiore considerazione. Mazzarri capisce, però prima intende valutare sul campo e poi decidere. Significa che per una settimana questo canale è chiuso. Se però Bonifazi finisse col partire, Spal favorita in quanto potrebbe fornire al Torino un’opzione per trattare Lazzari in estate.
La margherita
Mentre i granata sfogliano la margherita, il management biancazzurro sonda alternative. Una è rappresentata dal giovane Gianluca Mancini, anche lui atalantino. Un’idea che stuzzica Vagnati e che va tenuta in caldo. Chiaro che, al netto delle possibili uscite (se arrivano difensori tra Vaisanen e Cremonesi o addirittura Salamon qualcuno diventa in eccesso), a Semplici manca un altro elemento di esperienza da affiancare a Cionek, Vicari e Felipe. Potrebbe essere Aleksandar Pantic, serbo di tante battaglie calcistiche maturate in Spagna ed in uscita dalla Dinamo Kiev. Non Sebastian De Maio, invece: ieri sembrava fatta per il sì del difensore al Sassuolo.
Affaire centrocampo
La Spal sta pazientemente tessendo la tela per portare a Ferrara il brasiliano Everton Luiz. Era atteso a Belgrado (è del Partizan) un paio di giorni fa, ma ha avuto un permesso per soggiornare in Brasile qualche giorno in più in quanto è diventato papà per la terza volta. È atteso in Europa martedì. Potrebbe scindere col Partizan e firmare per la Spal, che lui vuole con forza. Parallelamente all’annuncio ufficiale di Dramè, ieri è giunto anche l’addio di Luca Rizzo che attraverso i soliti circuiti social ha salutato città e tifosi: «Volevo ringraziare chi ha vissuto questa meravigliosa esperienza al mio fianco. Compagni, tifosi e città. È stato un onore riportare questo club alla vittoria in serie A dopo tutti questi anni. Un’esperienza se pur breve, ricca di emozioni». Il riferimento di Rizzo sul gol vittoria è ovviamente il 3-2 siglato nel recupero all’Udinese, il 27 agosto: la prima al Mazza nella massima serie dopo 49 anni di assenza. Rizzo è stato pure decisivo il 5 novembre realizzando la rete del pari a Bergamo.
Doppio portiere
Le uscite spalline non si fermano naturalmente qui. Perché sfoltire l’organico è altro passaggio fondamentale di questa sessione invernale. Posto che quasi certamente i pezzi pregiati rimarranno (Viviani, Lazzari e anche Schiattarella), è avviato alla serie B capitan Mora (lo corteggia lo Spezia, ieri è uscita anche l’opzione Parma). Inoltre potrebbe anche essere aperta una riflessione su Alex Meret, di proprietà dell’Udinese e quindi con necessario coinvolgimento del team friulano. L’infortunio ha frenato il portiere per metà stagione, al contempo Alfred Gomis ne ha raccolto l’eredità con piglio e sicurezza. Difficile e stonato, adesso, togliere la titolarità a Gomis che non ha demeritato e che, tra l’altro, può essere riscattato dalla Spal. Quindi a Ferrara si farebbe crescere un giovane per il bene del club. Altrettanto complicato, però, tenere in panchina Meret che pure non ha colpe se si è infortunato e ora scalpita. Dunque, l’ipotesi di lasciare partire Meret (lo gestirebbe l’Udinese) non è da scartare a priori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google