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Delneri e De Biasi: «La Spal ha tutto per salvarsi»

Delneri e De Biasi: «La Spal ha tutto per salvarsi»

I due tecnici, ex biancazzurri ieri all’Ibs per la presentazione del libro di Malaguti: qui anni stupendi

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FERRARA. Due allenatori di fama internazionale come Luigi Del Neri e Gianni De Biasi erano ieri a Ferrara e sono stati i protagonisti della presentazione del libro del giornalista Mauro Malaguti “Spal 110”. Tanti gli aneddoti raccontati a tinte biancazzurre. Il via con Del Neri: «Ho vissuto la precedente Spal in A. Ho avuto a che fare con Paolo Mazza, un padre putativo, un uomo molto deciso, di grande spessore, pagava sempre gli stipendi al 4 del mese se non prima. Ho vissuto un’epoca importante, vengo sempre volentieri qui. Ci abituavamo a vivere, andando ad esempio a cercare ristorantini dove si mangiava bene pagando poco. Mazza era sempre presente, una fucina di idee, guardava i giocatori, li sceglieva in prima persona».

Continua Gianni De Biasi, allenatore della Spal della promozione dalla C2 e alla C1 1997-98: «Per me Ferrara è stata un’esperienza formativa importante. Ho incontrato una persona seria e brava come Roberto Ranzani, obiettivo era tornare in B in tre anni, nel secondo anno si è incrinato il rapporto con l’allora presidente Donigaglia. Chiuso a Ferrara, a Modena ho vissuto anni bellissimi, anche in A, si poteva fare anche qui. L’impazienza è uno dei problemi del calcio e sia io che Gigi siamo una dimostrazione di questo». Riprende Del Neri che è andato anche vicino ad allenare la Spal: «Ferrara mi ha sempre incuriosito perchè mi ha dato emozioni da giocatore, non era un problema per me la serie C, avevo detto di sì a Ranzani, poi non so cosa sia successo con il presidente, però mi ha detto che non si poteva più fare. Poi dopo quella vicenda è arrivato il Chievo e resta l’orgoglio di quello che si è fatto anche se mi è spiaciuto non potere fare l’esperienza a Ferrara».

La Spal ora in A? «Non è in un posto strano ma è dove merita». E la gara di domenica a Udine, ex squadra di Del Neri: «Il primo anno in A è sempre complicato, io ho allenato Felipe, Floccari e Viviani. I primi tempi c’è un impatto emotivo, l’aspetto pscologico è molto importante, la pressione cresce. La A è divisa in tre parti, chi fugge e va in Europa, chi è in mezzo e chi lotta per stare in A. La squadra ha qualità, ha le carte in regola per salvarsi, la sua forza principale è la compattezza del gruppo». «La Spal - conclude De Biasi - è un bel gruppo, se si crede in quello che dice l’allenatore ha tutte le possibilità per arrivare al quart’ultimo posto che significa vincere il proprio campionato».

Andrea Tebaldi



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