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Bonacina dà subito due regole alla Bondi «Difesa e rispetto»

Bonacina dà subito due regole alla Bondi «Difesa e rispetto»

Basket A2. Il coach subentrato a Martelossi si è presentato Grande entusiasmo e la differenza tra tempeste ed uragani

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FERRARA. «Sono gasatissimo». Andrea Bonacina, neo capo allenatore della Bondi, inizia così la conferenza stampa con cui s’è presentato nel nuovo ruolo. Il coach si dice carico, prendendo il Kleb in mano in punta di piedi. Con un mantra: «Ho il 100% di consapevolezza che tutti i miei colleghi hanno più esperienza di me; ho altresì il 100% della certezza che nessuno ha più ambizione, determinazione e grinta di me».

Diktat. «Abbiamo dato due direttive - dice il neo tecnico biancazzurro -: difesa e rispetto. Chi difende, sta in campo; chi non difende non sta in campo. Chi ha rispetto di tutti sta in campo, altrimenti no. Tutti hanno questi principi a cui attenersi e tutti devono stare dietro a queste regole».

Il Bonacina-pensiero. «Anzitutto l’esonero di Alberto Martelossi è stato per tutti una sconfitta, così tutti devono sentirsi dentro la rabbia. Una delle chiavi sarà convogliare in positivo questa rabbia. Dal canto mio entro in punta di piedi, mi ritengo una persona perbene, cammino a testa altissima per quanto è successo in questo anno e mezzo».

No rivoluzioni. «Non porto rivoluzioni e stravolgimenti - ha continuato il tecnico degli estensi -, ma di sicuro qualcosa di mio ci sarà e me la godrò. Ogni giorno cercherò di salire un gradino, liberando qualcosa dalla testa dei ragazzi, trasmettendo energia. Essere una persona perbene significa anche riconoscere che le cose importanti spesso vanno oltre una gara di pallacanestro e per me vanno al 29 giugno, giorno del mio matrimonio con Alice. In questo momento non guasta un po’ di sana leggerezza».

Lavoro, lavoro e ancora lavoro... «Garantisco il silenzio del lavoro, dopo che molti hanno detto e scritto tanto. In questo momento nessuno ha più voglia di me: convinzione e sicurezza, ecco le parole chiave. Così come lo sono sacrificio e umiltà. Porterò molto di mio, dal punto di vista della comunicazione e non solo».

Tempeste e uragani. «Sul piano tecnico non metteremo ulteriori nodi nella testa dei ragazzi; non porterò cambiamenti: con questo voglio responsabilizzare i miei giocatori. In ogni gara di pallacanestro ci sono delle tempeste, per noi queste diventano uragani, grosso problema. La differenza fra le buone e le ottime squadre è la capacità di affrontare queste tempeste. Un’ottima squadra tiene il timone della barca dritto, tutti assieme; mentre una discreta squadra attraversa un uragano. L’aspetto chiave sta nella capacità interiore di ognuno dei singoli e della squadra - ha chiuso Bonacina -, riuscendo a creare economie di scala, dove la somma dei cinque giocatori deve fare sei e non cinque. Troppo spesso siamo diventati una sottrazione».

Anche il patron Fabio Bulgarelli, ieri pomeriggio, ha assistito alla prima fase dell’allenamento della squadra. La presenza e la vicinanza della società all’intero mondo Kleb diventa quanto mai fondamentale. I biancazzurri ieri si sono allenati al completo. Il miglior viatico per preparare il derby contro Imola di domenica prossima.

Lorenzo Montanari

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