Spal, un punto di ripartenza
Solite amnesie, solita partenza a handicap: poi Floccari rimedia e per poco non ci scappa il colpo in casa dell'Udinese
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UDINE. Il campionato è ripreso. Una Spal dai due volti ha impattato a Udine, rimediando ad un primo tempo davvero brutto. A dare speranza, in proiezione futura, è stata la ripresa, e la consapevolezza che i nuovi acquisti saranno sempre più inseriti, ed altri debutteranno. La corsa è ancora lunga, aperta.
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Spal in campo con la formazione annunciata, ad eccezione di Mattiello che infine vince il ballottaggio con Costa. In attacco rientra Floccari al fianco di Antenucci. Attesissimo debutto dei neo-acquisti Cionek (in difesa centrale) e Kurtic (mezz’ala destra). Dramè parte dalla panchina, Everton Luiz - in tribuna per seguire i freschi compagni - non è ancora disponibile, lo sarà domenica con l’Inter.
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Gara subito vivace. Le due squadre giocano palla a terra e manovrano. Udinese pericolosa per come sa occupare e sfruttare gli spazi, e per la classe di De Paul. La Spal accetta la sfida, e pianta la prima banderilla con iniziativa e conclusione di Kurtic. Il primo corner a sfavore è però fatale ai biancazzurri. Solita dormita collettiva ed il solissimo Samir è libero di impattare per l’incornata vincente: il riflesso di Gomis, che tocca la sfera ma di fatto l’accompagna dentro, è tardivo, quasi che il portiere fosse coperto. Di sicuro il gesto tecnico appare errato. Tant’è, abituale gol al passivo nella fase iniziale della gara.
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Gara a handicap, come troppo spesso accade. Il colpo viene accusato, Udinese più vicina al raddoppio (provvidenziale diagonale di Cionek a salvare) di quanto non si materializzi un accenno di reazione biancazzurra. Squadra spenta, molle pure nei contrasti, ed incapace di ritornare a produrre anche solo un accenno di gioco. Partitaccia, bisogna sottolinearlo. Il centrocampo è in mano alla linea verde udinese (un ’94, un ’96 e un ’97) che quasi asfalta i passivi dirimpettai. La Spal non ha né idee, nè gambe, nè animus pugnandi. Smarrita, totalmente. L’Udinese, per controllare a piacimento la gara, non deve nemmeno sforzarsi più di tanto, e dire che in assoluto non sembra irresistibile. Si va al riposo. Malissimo, diremmo. Una delle prestazioni peggiori viste fino ad ora. Per riagguantare il risultato servirebbe molto ma molto di più.
È quanto accade, immediatamente, nella ripresa. Spal aggressiva in area friulana, Antenucci ci prova, Floccari c’è e la sua zampata da due passi infligge un graffio letale per i bianconeri. Pareggio. Ma dietro ci sono sbandamenti, malintesi tra Vicari e Gomis, uscite così così del portiere. La gara è equilibrata, la Spal più viva. Antenucci, per un niente, non approfitta di una frittatona. Ma dal corner a favore nasce un assurdo contropiede - pallaccia persa da Mattiello - cui “san Lazzari” pone provvidenziale rimedio. Però la sensazione è che prendendo un po’ di iniziativa l’Udinese potrebbe essere messa alle corde. La Spal ci prova, prima con la zuccata di Vicari da corner, poi con tre consecutive conclusioni di Grassi, Antenucci e ancora Antenucci.
Fioccano i corner. Fase decisiva. Oddo cambia modulo, mette Maxi Lopez, gioca con due punte ed il fantasista. La palla del possibile successo è sul destro di Grassi, che vendemmia. Finisce 1-1. Per la Sal è un buon punto, a dispetto del saldo negativo di giornata (sorpasso del Crotone). Resta quel filo di rammarico per aver visto giocare solo nel secondo tempo, dopo una prima frazione troppo apatica. Ma ripartire con un pareggio esterno non è male. L’importante è portare a casa qualcosa, sempre.
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