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La Bondi ritrova la sua difesa Imola non regge

La Bondi ritrova la sua difesa Imola non regge

Serie A2. Bonacina sa toccare le corde giuste La squadra supera un vuoto d’aria e sprinta

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FERRARA. Non era per nulla facile. Perché in un colpo solo andavano superate le paure, stemperate le tensioni e affrontato pure un avversario che, da qualche tempo, stava davvero volando alto. Fare tutte queste cose insieme non era facile per una squadra che ha subìto più scoppole che carezze nell’ultimo periodo, che si è trovata all’improvviso a dover guardare in faccia i propri limiti e trovarsi nuda di fronte alle difficoltà e alle proprie responsabilità. Perché la promozione sul campo di Bonacina, passato da assistente a capo allenatore al posto di Martelossi, aveva anche questo significato oltre ai timori per un futuro che rischiava, secondo al società, di diventare un viaggio pieno di pericolosi ostacoli.

Con questo fardello sulle spalle la Bondi ha risposto nel modo migliore, battendo Imola in un derby intenso quanto avvincente e non certo facile da vincere. Di fronte alle difficoltà, il Kleb si è compattato ed ha ritrovato dentro di sé quell’energia e quella passione che erano sotto una coltre di personalismi e comportamenti poco edificanti. Quanto Bonacina abbia pesato in tutto ciò lo si vedrà col passare delle settimane, ma intanto il giovane coach parte col piede giusto e trova risposte proprio dove le cercava. Ovvero nell’attitudine difensiva, nella voglia di sbucciarsi le ginocchia e nella volontà di remare tutti nella stessa direzione. Qualità che sono servite nei momenti giusti, ovvero quando l’Andrea Costa, squadra umile e tanto concreta, ha espresso le sue migliori doti a cavallo tra il primo e il secondo quarto. In quel momento i bolognesi hanno infilato un parziale di 15-0 che ha fatto riapparire i vecchi fantasmi che tanto spaventano la Bondi.

Dopo un buon inizio (+12 all’8’) Ferrara ha mollato in difesa, regalando campo e spazio a uno strepitoso Alviti, capace di insaccare tre triple micidiali. Così, dopo la buona partenza, la Bondi s’è trovata tra le mani una patata bollente da gestire, fotografata dal -6 del 16’ (26-32). Difesa leggera, incapacità di attaccare e nervosismo pronto ad esplodere. L’unico sereno è parso Bonacina, che ha fermato il tempo e riportato tutti alla calma. Certo, la reazione non è stata immediata, ma da attacchi scriteriati e singolari, Ferrara ha cominciato a passarsi la palla e a difendere con un po’ più di attenzione. Così facendo è rimasta attaccata a una partita che sembrava dovesse volare via.

Senza i cori della Curva Nord, rimasta deserta in segno di protesta, la Bondi non si è disunita nemmeno quando, al rientro dagli spogliatoi, Imola ha trovato il massimo vantaggio con le tripla di Wilson (41-48 al 23’). Un’azione dopo l’altra Ferrara ha cercato di rimettere in moto la propria macchina difensiva, senza perdere il controllo dell’area. Poi ecco arrivare anche le buone azioni in attacco. Cesto di Rush, bel paniere di Fantoni su assist di Cortese che ha segnato dopo il rimbalzo difensivo di Hall. Raggiunta la parità la Bondi non ha mollato la presa. Anzi, s’è fatta coraggio e dopo quattro punti di Maggioli ha trovato il vantaggio con una tripla di Hall, che ha segnato pure su azione.

La fuga decisiva, però, Ferrara l’ha trovata nell’ultimo quarto. Una tripla spericolata di Panni, arrivata dopo un recupero, ha scritto il +7. Imola non riusciva a passarsi la palla, mentre Cortese andava a canestro con rabbia e Rush ha insaccato la tripla del 66-54 al 33’. Con tanta energia in corpo Ferrara ha continuato a pigiare sull’acceleratore e questa volta Imola non ce l’ha fatta a reggere. E sul +14 al 36’ era chiaro che a vincere sarebbe stata Ferrara. Che ha alzato le braccia al cielo dopo una tripla di tabellone di Cortese a 1’ dalla fine.

Mauro Cavina



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