Spal, dopo Udine tre certezze Convinzione, acquisti ok e nuove soluzioni tattiche
La squadra per crederci non deve aspettare di andare sotto e reagire Gli innesti si sono subito inseriti e potrà esserci un modulo alternativo
FERRARA. Alla fine, forse, è (anche) questione di convinzione (la rima è involontaria...). La Spal del primo tempo di Udine è stata bruttissima, quella della ripresa ha avuto un’ottima reazione ed avrebbe meritato di vincere, ha avuto le occasioni per farlo. Dove sta la verità?
Nella convinzione, appunto. La Spal, pur con i suoi limiti, non è inferiore a Udinese, Sassuolo, Genoa, Cagliari, Chievo (senza dire di Crotone e Verona). Ma se si concede, se si regala, se si soffre di amnesie, se non c’è abbastanza determinazione, si parte a handicap. E recuperare, dopo, non è nè facile nè scontato. Non sempre.
Parzialmente ridisegnata dal mercato, la Spal ha messo dentro chili, centimetri ed esperienza. Il primo impatto di Cionek (in difesa) e Kurtic (a centrocampo) è stato positivo. Dramè lo abbiamo visto nei minuti finali, riteniamo che da domenica verrà inserito dall’inizio o avrà comunque più minutaggio e arricchirà ulteriormente le peculiarità di cui sopra. Contro i nerazzurri toccherà anche a Everton Luiz - in tribuna a Udine - che non conosce la serie A ma è una sorta di mastino, con piedi educati, che alzerà ulteriormente il tasso di aggressività, corsa, interdizione, dinamismo, mentalità vincente.
La Spal del secondo tempo di Udine ha reagito perchè non è nuova a scosse del genere, e perchè i suoi leader l’hanno presa in mano, e perchè la fisicità di cui sopra ha avuto la meglio su quella dell’Udinese, calata nettamente, più “piantata” rispetto al dinamismo della prima frazione. E ci si è accorti che l’orco - l’avversario - non era forse così spaventoso. Adesso ci si attende un ulteriore passo verso tale consapevolezza, indipendentemente dai rivali di turno. Sembrerà una bestemmia calcistica, ma anche l’Inter che arriverà domenica non ci sembra così totalmente fuori portata, soprattutto se i biancazzurri ci metteranno l’impeto che deve contraddistinguere chi è in lotta per la salvezza. Il tutto, arricchito da nuove soluzioni. Individuali, collettive, tattiche. Frutto del mercato. Al netto delle operazioni alle porte (perchè ce ne saranno altre, è fuori discussione) la Spal può presentare un ipotetico schieramento-base nel solco del 5-3-2 tipico della casa, ma con quattro giocatori di campo nuovi, quattro su dieci, quindi quasi il 50%. Giocatori che, come detto, alzano il tasso di conoscenza della serie A e di impatto fisico-atletico, oltre che qualitativo, visto che Cionek è difensore dal buon piede e dall’apprezzabile visione periferica, che Kurtic non necessita presentazioni, che Dramè ha intimità col pallone. Ed Everton ci sa fare, da quanto si sa. Così, la Spal potrà proseguire con l’abituale canovaccio, ma con maggiori argomenti.
Mister Semplici di partenza non sembra orientato a mutare assetto, a cambiare modulo, sistema di gioco. Ma è fuori dubbio che ora guadagna soluzioni in più. Magari da adottare in corsa, come già fatto in passato ma con maggior logica e aderenza al copione base rispetto ai passaggi al 4-4-2 che hanno pagato (parzialmente o in toto) più di una volta nonostante tale modulo non avesse il vantaggio di interpreti testuali, soprattutto in fascia. La chiave di volta per poter mutare qualcosa, se e quando necessario, dall’inizio oppure a partita in corso, dipenderà dall’analisi dell’allenatore circa le caratteristiche di Everton Luiz e dalla duttilità di Kurtic, che in carriera ha già giostrato in diverse posizioni, non solo mezz’ala ma anche più accentrato e più avanzato.
Per quanto riguarda il brasiliano si tratta di capire se l’allenatore lo giudicherà adatto a fare l’interno o se riterrà invece che si tratti principalmente di un centrale, in una mediana “a due” come da perno “a tre”.
Nel primo caso la Spal proseguirà appunto con il 5-3-2, in cui Everton Luiz potrà giostrare alla destra di Viviani, con Kurtic sull’altro lato. Nella seconda ipotesi, il brasiliano giocherà al fianco di Viviani (“a due”, come detto), oppure lo rileverà pur avendo meno attitudine alla regia. Poichè non crediamo che si rinuncia alla distribuzione di Viviani, ecco le soluzioni Everton-Viviani-Kurtic nel 5-3-2 o la possibilità di alterare il modulo passando al 3-4-1-2 avanzando Kurtic.
Quest’ultima soluzione permetterebbe di non stravolgere tutto: rimarrebbero i tre difensori centrali, ci sarebbero sempre i due laterali, Everton giocherebbe nella teoricamente più consona posizione centrale a lato di Viviani e Kurtic potrebbe fare da raccordo con le punte, mentre all’atto di difendere rientrerebbe a ricomporre la linea mediana. In pratica, la Spal difenderebbe con il 5-3-2 e attaccherebbe con il 3-4-1-2.
Un cambiamento, però soft, nel rispetto delle peculiarità dei singoli senza andare ad inficiare quanto appreso dal collettivo in questi anni. Sono tutte valutazioni su cui Semplici rifletterà con grande attenzione, dopo aver osservato da vicino anche Everton, soprattutto Everton, per capire come utilizzarlo al meglio nell’interesse di squadra e individuale. L’importante è che la Spal, tra inserimenti di mercato ed alternative tattiche, abbia un maggior numero di risorse per andare a caccia della salvezza. Credendoci, sempre. Senza aspettare di andare sotto.
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