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«Questa Spal ha le carte in regola per salvarsi»

«Questa Spal ha le carte in regola per salvarsi»

Cipollini spinge i biancazzurri a non perdere fiducia  Inter, il vento è cambiato: prima Icardi segnava sempre

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FERRARA. Renato Cipollini, storico dirigente calcistico ed ex giocatore di Spal e Inter, è la persona ideale con cui inquadrare la sfida tra le due formazioni che si giocherà domenica alle 12.30 allo stadio Paolo Mazza.

Cipollini, come valuta la Spal della gara di Udine?

«Il primo tempo è stato sicuramente giocato sottotono, nel secondo tempo la Spal è molto cresciuta e ha fatto una prestazione importante che le ha consentito di pareggiare la partita e sono state anche create altre occasioni per portare a casa il bottino pieno».

E' più il rammarico o la soddisfazione di avere portato a casa un punto da un campo difficile?

«Fuori casa un pareggio per una squadra che lotta per la salvezza va sempre accolto in maniera positiva. Noi abbiamo negli occhi il secondo tempo, ma nel giudizio complessivo va messo anche il primo. L'approccio alla gara non è stato di certo dei migliori, c'è da lavorare su questo aspetto».

Come ha visto i nuovi arrivi Cionek e Kurtic?

«Mi hanno suscitato una impressione molto positiva. Entrambi hanno dato un contributo importante, sono giocatori abituati alla categoria; poi Kurtic è un giocatore che conosciamo bene e abbiamo visto spesso protagonista con l'Atalanta».

La Spal ha le carte in regola per centrare l'obiettivo salvezza?

«Certamente sì. Ci sono tutte le possibilità. Naturalmente tutto va commisurato alle avversarie, al momento sono Verona e Crotone ma io considererei anche altre squadre. Ci sono formazioni che per ora sembrano al sicuro ma in serie A basta perdere due o tre partite di fila per venire risucchiati in un certo tipo di discorso».

Lei chi vede a rischio?

«Intanto auspico per la Spal che non sia una lotta solo a 4, perché in questo caso sarebbe molto più difficile; detto questo il Cagliari non lo vedo di certo così forte e anche il Sassuolo per me non può considerarsi del tutto tranquillo. Penso invece che Genoa e Chievo non siano da tenere in considerazione: hanno qualcosa in più e con i giocatori molto esperti che hanno ne usciranno».

Domenica ci sarà Spal-Inter: che tipo di gara si aspetta?

«Una bella partita, non penso che la Spal possa pensare di imporre il proprio gioco ma serve anche che si faccia vedere di più sul fronte offensivo. Il primo tempo di Udine è stato molto carente da questo punto di vista. Non credo che ne uscirà una gara come quella contro la Lazio, perché per me la Lazio assieme al Napoli al momento è la squadra che gioca meglio a calcio in Italia. L'Inter sta vivendo una fase particolare del suo campionato: non era e non è attrezzata per tenere il passo di Juventus e Napoli».

Appunto un'Inter che sembra avere tirato il freno...

«Qui parlo da interista oltre che da spallino. Quando non hai gioco, alla lunga è difficile ottenere i risultati. L'Inter è andata avanti per un girone grazie ad uno stato di grazia di Icardi che trasformava in rete ogni pallone che passava là davanti. Ha avuto diversi episodi a favore e ora il vento è cambiato. Poi in questo periodo ci sono anche le voci di mercato che distraggono».

Si aspetta un'Inter d'assalto già dai primi minuti al Mazza?

«Il ruolo e la storia le impongono questo. Penso che verranno a Ferrara cercando di impostare la partita, ma penso anche che non vorranno aprire troppi corridoi alla Spal che fa delle ripartenze uno dei suoi principali punti di forza».

In cosa deve migliorare a suo avviso la Spal per essere più competitiva nella corsa alla salvezza?

«Penso che si debba arrivare di più a concludere verso la porta avversaria. Anche perché visti i numeri fino a questo punto la difesa è stata tutt'altro che imperforabile. E quindi se non hai una difesa ermetica bisogna avere molte armi per andare a segnare».

Nel mondo biancazzurro è vivo più che mai, soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente Walter Mattioli di domenica a Udine, il dibattito Semplici sì-Semplici no.

«Questo fa parte sempre del gioco del calcio, vinci e sei osannato. Se fai poi tre risultati non positivi non sei più intoccabile. Io dall'esterno fatico a dare un giudizio, solo all'interno conoscono ogni situazione. Da fuori posso solo osservare il lavoro fatto in questi anni a Ferrara e i risultati rendono merito al lavoro fatto».

Andrea Tebaldi



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