Gran frenata Inter e la Spal è in agguato
Nerazzurri in crisi ma sempre potenzialmente pericolosi. Biancazzurri prudenti però sotto sotto cresce l’idea del colpaccio
FERRARA. L’espressione fintamente pacata di Luciano Spalletti, ogni qualvolta gli si domandava di mercato e rosa da potenziare, adesso sta diventando un tantino spazientita. Due smorfie, un paio di sorrisi tirati. Nel senso che qualche giocatore arriva, ma al momento non proprio all’altezza dell’inseguimento alla zona Champions. Rafinha? «Saremo noi ad aiutare lui, più che il contrario» ha avvertito Lucianone l’altro giorno. Nel senso che l’ex catalano è fermo da un “secolo” e non c’è da aspettarsi possa fare subito la differenza. Intanto, per domenica al Mazza contro la Spal, il neo arrivato ci sarà. Ieri Rafinha s’è mosso bene in allenamento, dando risposte interessanti. E mentre i biancazzurri di Semplici si impegnavano col Porto Tolle, in quel di Appiano Gentile (quartier generale nerazzurro) partitella in famiglia e doppietta di Brozovic.
Niente Joao Mario, direzione West Ham. E per ora - oltre a Rafinha - il solo Lisandro Lopez difensore del Benfica ad irrobustire l’armata Internazionale. Girano nomi grossi associati ai nerazzurri (tipo Pastore del Psg) ma in vista del Mazza nulla avverrà. Ammesso che, poi, qualcosa di spessore possa accadere prima del 31 gennaio quando si chiuderà il mercato invernale.
La Spal ieri ha avuto per la prima volta Everton Luiz, può contare su una settimana di lavoro in più per Dramè. Da Kurtic e Cionek ha già avuto buoni squilli a Udine. Mister Spalletti dovrà ripristinare l’usato sicuro. Quindi pare fatta per il rientro di D’Ambrosio dopo la distorsione al ginocchio, ma con impiego a sinistra laddove Santon e Nagatomo corrono sulle spine. A destra rimane Cancelo: ecco perché D’Ambrosio trasloca. In mezzo Brozovic dovrebbe prendere il posto dell’opaco Gagliardini, con Borja Valero arretrato a fare il centrocampista puro.
L’Inter ha fretta e fame. Ha l’obbligo di recuperare terreno, la necessità di azzannare i risultati. Non vince da sei partite ed ha infilato la miseria di tre gol: in questa mini porzione di campionato solo il Chievo ha fatto peggio dei milanesi. Come dire che per la Spal potrebbe pure non essere un match impossibile, anche se è logico diffidare delle sensazioni e affidarsi alla speranza. L’Inter è sicuramente in un momento grigio, ma ha la potenza e l’esperienza per farsi valere al Mazza. E va pure ricordato che all’andata furono proprio le prime partite a permettere la sgommata da leader della pattuglia Suning. Eppure...
Sotto la cenere della legittima prudenza spallina qualcosa cova. Che poi, lascia un punto qui; trascura un punticino là. Distraiti e non cogli quel risultatino lì, le occasioni rimaste sul selciato sono già tante. Vuoi vedere che si raccoglie tutto in una volta? Sperando, of course, di non incappare nel solito rapido gol al passivo incassato all’alba della partita.
Arbitrerà il 40enne triestino Piero Giacomelli, fischietto esperto con otto campionati di massima serie alle spalle e 94 gare dirette in carriera in serie A. Quest’anno è giunto a quota 9 e, sulla carta, dovrebbe garantire equilibrio nella direzione.
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