«Andiamo a Bologna con l’elmetto in testa a difendere duro»
Basket A2. Coach Bonacina indica la strada alla Bondi «Al PalaDozza serve una prestazione gragliarda»
FERRARA. Andrà a Bologna con l’elmetto in testa, coach Andrea Bonacina, tecnico della Bondi, che alla sua squadra chiede una prestazione gagliarda, alla chiusura di un’altra settimana caratterizzata pure dall’addio di Marco Venuto.
«La cosa più importante della settimana - dice coach Bonacina - è stata, e lo sarà fino a domenica, richiamare all’ordine e responsabilizzare tutti».
Coach, Marco Venuto dal derby in poi non ci sarà...
«Ne approfitto per ringraziarlo di nuovo per quanto ha fatto qua con noi, per ringraziarlo dal punto di vista umano e tecnico, per la mano che mi ha dato con grande franchezza e stima reciproca. Dico grazie a lui e gli dico in bocca al lupo per la nuova avventura a Roma. È stata una settimana di quelle in cui bisogna compattarsi ancora, crearsi una sorta di scudo verso l’esterno. Hall è stato fermo un paio di giorni, Rush si è fermato durante l’amichevole a Castelfranco Veneto e Molinaro ha qualche problema alla schiena».
Ma a Bologna ci saranno tutti…
«Bisogna che facciamo quadrato, stringendoci tutti uno vicino all’altro, anche perché arriva una gara in cui, se non saremo in grado, in attacco e in difesa, di provare a pareggiare l’intensità e l’impatto fisico della Fortitudo, beh, di sicuro usciremo con le ossa rotte e con una sconfitta sonora».
Con o senza capitan Stefano Mancinelli, la Fortitudo rimane compagine lunghissima, dal talento forse ancora non completamente espresso.
«Ha la bravura e la fortuna di avere una svariata gamma d’assetti, quello più grosso, con i due lunghi veri in campo, e pure molto piccoli in termini di ruoli, con Rosselli da finto numero quattro e Italiano come cinque, Amici da ala piccola e una batteria di esterni da impazzire, con McCamey, Legion, Fultz e Cinciarini. Insomma, chi più ne ha, più ne metta. Tante frecce all’arco del coach Boniciolli, a cui non avrò la fortuna di stringere la mano (non ci sarà per via della polmonite che lo ha colpito, ndr), ma sarà altrettanto un piacere abbracciare Stefano Comuzzo, grande modello di sviluppo dei giocatori a livello individuale e di fedeltà di assistenza al proprio capo allenatore».
Difesa dura per 40’, come domenica scorsa: questa la chiave per cercare il colpaccio al Pala Dozza?
«Avremo bisogno di più prestazioni difensive di questo tipo per dire che abbiamo fatto un buon lavoro, per adesso è stata solo una, speriamo sia un segnale di continuità, di cui avremo bisogno specialmente fuori casa, tanto più nel fattore campo più importante di questa lega. Il messaggio che vogliamo dare è che se non difendi al Pala Dozza, perdi».
I vostri tifosi vi seguiranno come sempre in massa.
«Anzi tutto, dico grazie ai tifosi per esserci, come loro sono un soldato innamorato del basket ferrarese, metto ogni giorno il mio elmetto, vengo al palasport anche per lo sconfinato amore della palla a spicchi a Ferrara. Ripartiamo da qua, da questo comune denominatore di passione sconfinata e proviamo a fare una gara con lo spirito dei nostri tifosi, cioè gagliarda, non avendo niente da perdere, insomma, una prestazione a testa alta, con attributi. Chiaramente in casa della Fortitudo si può perdere, come hanno fatto tutti, tranne Ravenna».
Andato via Venuto, spetterà ad Alessandro Panni avere un ruolo ancor più importante, ben coadiuvato da Yankiel Moreno e da tutti gli altri biancazzurri, che mai come domani dovranno dare il 110% di loro stessi per cercare di espugnare Bologna.
Lorenzo Montanari
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