“Caro” Wozniacki prende Melbourne e il tetto del mondo
La danese conquista il suo primo Grande Slam In finale battuta la romena Halep per 2 set contro 1
MELBOURNE (Australia). Una finale d’altri tempi ha regalato il primo trofeo Slam dell’anno. La regina di Melbourne 2018 si chiama Karoline Wozniacki, danese ma di chiare, chiarissime origini polacche, che è riuscita a piegare la romena Simona Halep in tre set: 7-6 (2), 3-6, 6-4. Karoline s’è così regalata il primo Grande Slam della sua vita tennistica e da domani, con le nuove classifiche, tornerà in vetta al ranking Wta, esattamente sei anni dall’ultima volta quando ci rimase 67 settimane. Nessuna tennista c’era mai riuscita prima nella storia.
Com’è potuto accadere? Quali sono le ragioni? Beh, innanzitutto la Wozniacki è stata brava a infilarsi nella scia lasciata vuota da Serena Williams, sua amica e tra i primi a complimentarsi via Twitter. Poi lo è stata ancora di più a non mollare mai, sia durante il torneo (nel secondo turno si è trovata sotto 1-5 al terzo set contro Jana Fett, ma ha saputo salvare due match-point) che nella stessa finale quando, 4-3 Halep con break a favore dell’avversaria, ha avuto la furbizia di chiamare il fisioterapista. Quei minuti di paura hanno cambiato l’inerzia del match: la romena ha perso il ritmo (aveva ottenuto tre game di fila), la danese ha ritrovato la sicurezza perduta e, al rientro in campo, non ha più lasciato nulla alla rivale, ottenendo il match point con un rovescio di rara difficoltà.
Ma non si vince uno Slam per caso. Come detto, Karoline non c’era riuscita all’apice della sua carriera, quindi? Il declino della sua carriera tennistica era stato contemporaneo alla fine della love story col golfista Rory McIlroy (un addio quasi sull’altare) che aveva spezzato psicologicamente la ragazza. C’è voluto tempo per lenire il dolore, fino ad un nuovo amore, quello dell’ex cestista David Lee, oggi suo promesso sposo: questo le ha restituito la serenità giusta per tornare. Una quindicina di mesi fa, era scivolata al numero 76, e papà Piotr pronunciò la parola ritiro. Oggi “Caro” ha 27 anni, è ancora giovane per fare grandi cose. Ma non è detto. «Ora mi godo questo trofeo, per il futuro poi vediamo» ha detto dopo il trionfo. Poi si è finalmente liberata del peso che portava dentro da qualche anno: «Finalmente non mi faranno più quella maledetta domanda sugli Slam. Penso di aver avuto una carriera incredibile anche prima di questo titolo, e credo ci siano un sacco di giocatrici che avrebbero voluto essere comunque nella mia stessa posizione. Tutto ciò che mi sono sempre detta è che solo io sapevo veramente quanto impegno e quanta dedizione ho messo nella mia carriera, e che se fosse arrivato un titolo Slam sarebbe stato positivo, altrimenti pazienza. Sapevo di averci provato con tutta me stessa e sarei stata comunque contenta. Ovviamente, ora che ce l’ho fatta, averlo vinto è qualcosa di incredibile, come tornare al numero uno del mondo. Per me è un momento speciale».
Qualche parola anche sulla Halep: «Penso che la vittoria sarebbe potuta andare da entrambe le parti, nessuno avrebbe potuto ridire nulla. Ero stanca, ma vedevo che anche lei lo era. Mi ha aiutato l’esperienza».
Stamattina il gran finale, con Federer-Cilic (ore 9.30 su Eurosport). Lo svizzero sarà più forte anche del ragazzo di Medjugorje?
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