Spal-Inter, aneddoti e... salsa argentina
Da quando i nerazzurri vincevano a Ferrara schierando... Mazza, all’era Massei Interista assurto a simbolo ferrarese, capolavori, rete e assist da grande ex
FERRARA. È la prima vera big del calcio italiano ad arrivare a Ferrara. A scendere al “Paolo Mazza” dopo il ritorno della Spal in serie A. Ok, è già passato il Napoli, ma l’Inter è una grande per tradizione, lo status dei partenopei è di più recente acquisizione.
Spal-Inter è storia e storie. Pagine di calcio e intrecci di vita e professione. La prima volta dei nerazzurri, il 28 ottobre 1951, risultato finale 1-1. Che sia di buon auspicio per oggi. E si badi che quella era l’Inter di Wilkes, Veleno Lorenzi, Skoglund e Nyers. Per dire che i biancazzurri, neo-promossi in A (altro segno del destino?), fermarono uno squadrone.
Ieri come oggi. In teoria il pronostico è chiuso. Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera, ha scritto: «La Spal è un avversario vivo soprattutto in casa. Viene da un bel pareggio a Udine. Va in difficoltà se è attaccata in modo organico, strutturale, non ha una difesa eroica. Molto dipende da cosa sarà l’Inter. Credo che l’Inter andrà in vantaggio e subirà con sorpresa il ritorno della Spal che più volte ha ripreso il risultato in stagione. Credo però che vincerà. La Lazio a Ferrara ha segnato 5 reti due settimane fa. Non è un ricordo, è un riferimento».
Grazie per avercelo rammentato. Ma qui vogliamo evocarne altri, di ricordi. Storie curiose: quando l’Inter vinse a Ferrara contro la Spal di Paolo Mazza schierando un giocatore che si chiamava... Mazza (Bruno, di nome), anonimo centrocampista con passaggi a Crema e Legnano. O la Spal capace, nel ’54, di impattare da 0-2 a 2-2.
Altre, però, le cose realmente significative. Prendiamo Oscar Massei. Brillante stella del firmamento argentino, arrivò in Italia nel novembre del 1955. E che fece? Gol contro la Spal, poco tempo dopo. Non uno solo, addirittura doppietta. Ma a San Siro. E di nuovo la stagione successiva, dimezzando però la dose. Un modo per iniziare a legare la propria storia a quella dei biancazzurri, già che di lì a poco approdò alla Spal. Per scrivere la leggenda. Spettacolo, intelligenza. Narravano i padri (o i nonni) che poco dopo l’inizio della decade dei mitici ’60, Oscar Alberto deliziò (come tante altre volte) in occasione di un gol da storia proprio contro l’Inter, a Ferrara, per l’illusorio 1-0 spallino. Quasi impossibile trovare traccia di quelle immagini. Ci sono invece quelle relative alla vittoria biancazzurra dell’11 febbraio 1962, 1-0, gol di Mencacci, di testa, su “ponte” aereo proprio di Massei dal secondo palo: a casa se ne parlava ancora anni dopo... Ricordi di tempi andati ma, in fondo, sempre attuali, perpetuati dalla passione spallina.
Massei lo vedemmo vis-à-vis per la prima volta nel vecchio sottotribuna dello stadio, all’epoca Comunale, prima di uno Spal-Inter, ma guarda un po’. Aveva un’aura, incuteva soggezione per il tratto tremendamente serio e signorile, si coglieva il rispetto che gli portavano anche i big nerazzurri. Per questo il dado era tratto, non c’era bisogno di tifare per una grande squadra. La Spal di Massei lo era, anche se poi con l’Inter perdeva.
Ci sono cose che valgono di più del risultato. Che restano per sempre. La Spal è conosciuta ovunque nel mondo. In Argentina resta circondata da grande simpatia. Grazie a Massei. E alla maglia albiceleste. La prova provata: come la stampa del Paese sudamericano ha deciso di presentare Spal-Inter di oggi. Un simbolicamente meraviglioso fotomontaggio che ritrae l’attuale capitano interista Mauro Icardi che dà la mano a Oscar Massei, leggendario capitano spallino. Nel segno dell’Argentina. Bello. Bellissimo. Non lo fanno per Fiorentina-Inter o Sampdoria-Inter o altre gare dei nerazzurri. Accade in occasione del match con la Spal. Poi ci auguriamo che oggi non segni un argentino. I biancazzurri non ne schierano...
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