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Spalletti, voglia di vincere e battute

Spalletti, voglia di vincere e battute

«Pastore? È importante: tiene unito il gregge». Ai nerazzurri ora chiede qualità

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FERRARA. La tipica umidità ferrarese, ieri nel tardo pomeriggio, ha accolto l’arrivo dell’Inter. La formazione nerazzurra sarà ospite oggi all’ora di pranzo del tavolo estense con a capo mister Leonardo Semplici che sfiderà Luciano Spalletti, altro allenatore toscano. La settimana interista è trascorsa tra l’accavallarsi di notizie di mercato e la notizia del recupero definitivo del terzino Danilo D’Ambrosio. Le vicende di mercato hanno visto l’ufficialità nell’arrivo di Rafinha e il continuo desiderio chiamato Pastore («Pastore? E' un grande calciatore. Non vado a interferire nelle trattative di mercato. Ne abbiamo parlato, ma abbiamo parlato anche di altre situazioni - dice Spalletti, che si lascia andare a una battuta -: il pastore comunque è importante, perché tiene unito il gregge»). In vista di oggi rimane chiaro però il concetto tattico di Spalletti che punterà ancora sul 4-2-3-1, in attesa di dare una collocazione precisa all’ultimo nuovo arrivo proveniente dal Barcellona che si accomoderà inizialmente sulla panchina ospiti del “Mazza”.

Davanti al sempre presente Handanovic saranno con tutta probabilità schierati l’offensivo Cancelo, i due centrali titolari Miranda e Skriniar e proprio D’Ambrosio dovrebbe occupare la corsia bassa mancina spedendo in panchina i vari Santon, Nagatomo e Dalbert. Nella zona di centrocampo e trequarti il sacrificato di turno potrebbe essere l’ultimamente poco brillante Gagliardini, in favore di Brozovic. Occorrerà però comprendere dove il croato sarà schierato. Con Vecino nei due davanti alla difesa o come trequartista centrale del trio dietro a Icardi con il conseguente arretramento di Borja Valero? Per il resto Spalletti si affiderà ancora una volta a Perisic e Candreva per l’apporto esterno al reparto d’attacco.

«Sono sempre fiducioso perché la fiducia è contagiosa - diceva ieri Spalletti -: ho visto dei miglioramenti anche se qualche volta si fanno dei piccoli passi indietro. La conoscenza dei miei calciatori mi fa stare abbastanza tranquillo. L'ho approfondita e vedo sempre applicazione e disponibilità. Dobbiamo fare punti e tornare a vincere usando qualità differenti rispetto al passato. La professionalità di questi ragazzi unita alla forza mentale è certamente indubbia».

Poi un commento su due calciatori come Dalbert e Nagatomo che stanno trovando sempre meno spazio in squadra e un pensiero - anche tattico - sul nuovo arrivato Rafinha: «Su Dalbert dico che la colpa è mia e non sua perché le sue qualità sono fuori discussione. Diventerà un buonissimo calciatore e farà vedere di valere la cifra che è stata pagata per acquistarlo. Noi ci crediamo e non lo mandiamo via. Yuto (Nagatomo; ndr) è qui da molti anni e tutti ricordano sempre quanto sia una persona splendida ed eccezionale. Al momento ho tre o quattro scelte per quella posizione. Ogni tanto sbaglio e qualche altra volta no».

«Rafinha? Può giocare in più posizioni perché ha quella qualità nello stretto molto richiesta nel calcio moderno. Può giocare esterno, trequartista che è la sua posizione preferita e anche in altre posizioni. L'ho visto in allenamento e devo dire che mi aspettavo di trovarlo in condizioni peggiori da quelle riscontrate».

Alessio Duatti



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