«Inter lenta e troppo timorosa»
Spalletti deluso e preoccupato: non siamo stati all’altezza della situazione
FERRARA. Corto circuito Inter? Così pare. Per davvero. Nove partite consecutive senza vittoria sono più di un indizio per affermarlo. Il pareggio uscito dal match di ieri pomeriggio contro la Spal ha dato continuità alla striscia negativa nerazzurra, che prosegue ormai dall’inizio di dicembre. Come a Firenze (ultima trasferta giocata dall’Inter prima di Ferrara) la squadra allenata da Luciano Spalletti è stata raggiunta allo scadere della sfida, chiudendo ancora con il punteggio di 1-1 (terza volta consecutiva se consideriamo anche l’ultimo pareggio di domenica scorsa con la Roma).
Decisamente contrariato, visibilmente deluso e probabilmente anche preoccupato. È apparso così il tecnico nerazzurro al termine del match.
«Dispiace - commenta Spalletti - perché la verità è che ci rimane l'amaro in bocca. C'è assolutamente da lavorare meglio, ma ancora non cambia niente. Non vedo miglioramenti. Devo dire che anche quando vincevamo le partite c'erano momenti di vuoto dove non si riuscivamo a sviluppare le nostre abilità individuali, collettive e dove non si lottava in alcuni momenti. In certe fasi della partita creiamo qualcosa di buono, ma non riusciamo a trovare continuità di comportamento o comunque un equilibrio di mentalità».
«Dopo il vantaggio - prosegue analizzando la gara il tecnico interista - potevamo andare sul 2-0 in più di un’occasione. Purtroppo non l’abbiamo trovato e da quel momento abbiamo cominciato a sbagliare, a gestire peggio il possesso della palla e a farci sovrastare dall’impatto fisico dei nostri avversari. Sono cominciate a venire meno le nostre sicurezze e il finale è stato quello che avete visto».
Poi ancora sulla partita: «Inizialmente abbiamo fatto girare la palla sempre molto lentamente ma contro una squadra come la Spal che rimaneva così tanto piatta e quasi tutta a ridosso dell’area non era facile trovare spazi per creare situazioni, anche se potevamo esibire maggiore qualità nelle scelte di passaggio. Fortunosamente siamo passati in vantaggio e - ripeto - dovevamo chiudere la partita. Nel finale generalmente credo che la mia squadra non sia stata all’altezza della situazione, sopratutto nella comprensione del contesto visto che abbiamo perso contrasti e palloni in maniera troppo molle».
«Spesso diventiamo timidi, timorosi e il momento nero che stiamo attraversando non aiuta di certo. Occorre sicuramente più forza e più autostima. All’Inter servono reazioni forti. La sostituzione di Candreva a fine primo tempo? Ai corsi di Coverciano ci hanno insegnato a sostituire i giocatori anche dopo cinque minuti...».
Alessio Duatti
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