L'urlo di Semplici, pride and glory. «Noi ci crediamo»
Una Spal di indomiti: anche stavolta un pari in rimonta. Il mister tra la scelta di Meret, il modulo ed un punto d'oro
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FERRARA. Pride and glory. Fierezza e coraggio. L’orgoglio spallino si riconferma contro «nome e storia» come dice mister Semplici in sala stampa. Un’altra rimonta degli “indomiti”, ancora un pari nel finale. Questa volta contro la blasonata Inter. Il rapace Paloschi, su magnifico assist di Antenucci, firma un atto di giustizia: la sconfitta sarebbe stata la madre di tutti i punteggi stonati. Semplici ha molti temi da affrontare a fine match, parte dalle scelte iniziali: «Meret ha giocato al posto di Gomis perché in questo momento l’ho visto mentalmente e fisicamente meglio di Alfred. Tra l’altro sapete bene che Alex era stato scelto per essere il titolare, poi ha avuto un lungo infortunio... E va detto che il percorso fatto finora da Gomis è stato straordinario».
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Poi c’è quel modulo tutto nuovo da spiegare: il 5-3-1-1. In sintesi: Kurtic davanti ai centrocampisti e alle spalle di Antenucci. «In settimana avevamo provato con l’assetto che prevedeva Floccari - confida Semplici -; poi Sergio ha avuto guai fisici, quindi con lo staff abbiamo pensato di cambiare. L’idea era anche quella di tentare di limitare il loro palleggio. Forse abbiamo proposto meno in fase offensiva, però abbiamo rischiato poco».
Ora si può pure sorridere: tutti preoccupati nel non buscare gol ad inizio match, in effetti così è stato. Stavolta la pugnalata è giunta a inizio ripresa: «E ci siamo pure fatti male da soli - è la smorfia del tecnico biancazzurro -, come capita spesso. I ragazzi sono stati bravi nel rimanere in gara, nel tenere il campo. Non ci siamo disuniti. Ho visto personalità. Poi quelli che sono entrati dalla panchina sono stati bravi».
Chiedono a mister Leo se, magari, non sarebbe stato il caso di farla prima l’iniezione Paloschi. Un bel rischio sbilanciarsi tanto a gara ancora lunga. Infatti... «Volevo portarla (la gara; ndr) fino a 15’ dalla fine per poi giocarmi il tutto per tutto nell’epilogo. Farlo prima voleva dire correre tanti rischi sul loro eventuale contropiede».
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“Annusato” il match, Semplici registra la bontà delle mosse. Rimpianti per un duello che avrebbe anche potuto essere più scintillante? Proprio no, suggerisce l’espressione del nocchiero biancazzurro. «Diciamo che questa non è ovviamente una vittoria, ma dal punto di vista del morale ci dà molta energia. Un pari raggiunto in questa maniera ci fa credere sempre di più nel percorso che stiamo facendo. Le gare da giocare sono sempre meno, ormai conta l’equilibrio sul terreno di gioco più che il modulo. Ho visto una mia squadra accorta e attenta: dai, questo è stato un pareggio straordinario».
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Dopo il big match, dietro l’angolo fa capolino un faccia a faccia diretto e bollente a Cagliari. La Spal ci arriva rinforzata da un mercato assai tonico. «Kurtic ci dà fisicità: forza e tecnica abbinate - analizza Semplici -; è bravo e può giocare ovunque a centrocampo e come seconda punta. Cionek è stato pronto subito e quindi ha giocato sia a Udine che contro l’Inter. Dramè ed Everton Luiz invece sono a corto di condizione, essendo rimasti fermi per un discreto periodo. Tocca a noi essere bravi e pazienti per metterli a posto. Sono convinto che la compattezza del nostro ambiente sarà un valore aggiunto in questa lotta per raggiungere la salvezza».
Poi, negli ultimi tre giorni di mercato, hai visto mai... «Un difensore ci serve - sussurra Semplici -, vediamo cosa succede».
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