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L’implacabile Paloschi e i gol da rapace

di Marco Nagliati
L’implacabile Paloschi e i gol da rapace

In area la punta spallina è micidiale: sui palloni “sporchi” sbuca dal nulla e colpisce. E sono sempre stilettate pesanti

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FERRARA. “Serpentesco” gli scrive Marco Borriello sul profilo Instagram. E oltre trecento i commenti su una foto che è un bacio. Un’emozione. Alberto Paloschi è vulcano: così dietro le quinte e schivo nella vita, quanto adrenalinico sul terreno di gioco. La stilettata con cui domenica, al 90’, ha restituito alla Spal un punto strameritato non è stata banale. Perché l’avversario non lasciava indifferenti: l’Inter. Top team con ambizioni galattiche, avanti di una rete senza meritarlo granché. Paloschi, cresciuto nel Milan (debutto in rossonero e gol dopo 14” dall’ingresso in campo contro il Siena), è stato “serpentesco” come gli scrive con simpatia Borriello. Oppure rapace, come sono gli uomini da area di rigore.

Okay, con Floccari e Antenucci la Spal manovra meglio. È ariosa, il collegamento col centrocampo è assiduo ed indispensabile. Ma quando ribolle sangue nelle vene ed il cronometro scorre inesorabile, quando c’è da buttare un pallone in mezzo sperando che dal nulla emerga un gioiello, beh: “Paloschino” è sempre presente. Nella mischia, il ragazzo di Chiari ci sguazza. Su tre palloni “sporchi” lui almeno un paio li arpiona. Sbuca dall’oblio sul secondo palo alle spalle dei difensori, oppure addomestica come può e riesce un “cuoio” ballerino, e con tiri magari mezzo storti va però a bersaglio. Nella battaglia salvezza che impegna i biancazzurri sta già dando un contributo fondamentale. Venti presenze, cinque gol, tre assist. Per un impiego di 1256 minuti: tra le punte spalline è il più schierato (Antenucci è a quota 1246).

Certo, in un Mazza sold out, l’altro giorno gli acuti sono stati due: la magia di Antenucci che controlla un pallone a spiovere, lo sposta sul destro. Temporeggia, alza la testa e trova l’imbucata nel cuore di un’area affollata. Poi c’è Paloschi, acquattato dietro Skriniar, nascosto sotto la sabbia davanti a Perisic e Miranda. Che aspetta e poi col timing giusto svetta ed insacca. Qualcuno la tocca lieve sui social: come nella memorabile scena del film “Tre uomini e una gamba”, quando Aldo, Giovanni e Giacomo giocano a pallone sulla spiaggia. “Sembravi Aldo che sbuca da sotto la sabbia e colpisce di testa” scrive un appassionato.

E poi c’è il boato. E poi c’è la corsa pazza verso la bandierina alla destra della Ovest. E poi c’è il calcio alla bandierina, un altro cult. Come Antonio Cassano l’8 febbraio del 2004 in Roma-Juventus 4-0. Fantantonio insacca la rete del poker all’85’, corre e scalcia. E poi sì, dai... C’è il fuoco di un attaccante che da due anni s’era incagliato. Cinque stagioni al Chievo (144 partite condite da 42 realizzazioni), la scelta della Premier League. Allo Swansea: contratto triennale. Rimane appena sei mesi, con dieci gettoni e due marcature. L’anno scorso l’Atalanta, la Dea che rivitalizza lo chiama e lui accetta. Va maluccio: poco spazio e nessun gol. Diciamo che il gioco di Gasperini non era per lui.

La scorsa estate ecco Ferrara con la sua fame di grande calcio, la Spal con la necessità assoluta di immettere esperienza e determinazione nel motore. Paloschi è titolare, lentamente scivola nelle gerarchie. Ma non molla, né Semplici lo trascura. E il rapace sta dando un contributo determinante. Il gol ritrovato, i punti pesanti in dote alla causa biancazzurra. «L’importante era far punti, lo abbiamo fatto contro una grande squadra e dobbiamo continuare cosi - racconta Alberto nelle passerelle televisive del post Inter -; è un punto importante che ci fa andare alla prossima partita più consapevoli di noi stessi. Cerchiamo sempre di fare il nostro gioco, la serie A è difficile e dobbiamo continuare cosi. Il mister decide, io cerco di metterlo in difficoltà».

«Sono contento e soddisfatto per il gol e per il pareggio - continua Paloschi -: arriviamo a degli scontri diretti che dobbiamo vincere. Saranno partite più difficili di queste. Avevo voglia di far gol e di aiutare la squadra. Mi alleno sempre per fare il meglio». Domenica lo attenda la Sardegna Arena. In palio punti che valgono un pezzetto di vita calcistica.

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