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Il Torino dice no Bonifazi è lontano

Il Torino dice no Bonifazi è lontano

Infruttuoso l’incontro di ieri tra i ds Petrachi e Vagnati Il manager spallino non perde tutte le speranze ma è dura

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FERRARA. Ultimo giorno della sessione invernale di mercato. Stop questa sera alle 23. Una finestra in generale dannosa, perchè troppo ampia, suscettibile di destabilizzare qua e là, e pure tardiva: chi arriva a fine mercato gioca quattro mesi scarsi con la nuova squadra. Che senso ha? Sarebbe meglio anticipare il mercato a dicembre, e per non più di quindici/venti giorni al massimo.

Certo non si può generalizzare. La Spal, ad esempio, i suoi primi innesti di gennaio li ha centrati. Aggiungiamoci Dramè ed Everton Luiz, che vedremo quando avranno raggiunto una miglior condizione fisica, ed il quadro è già interessamte. Mancava e mancherebbe altro, un’aggiunta o due. Ma se i biancazzurri volevano e vogliono un difensore centrale, e se l’obiettivo era Kevin Bonifazi, allora il rischio - concreto - è quello di dover tirare una riga sopra il nome del torinista.

Dopo infinito tira e molla, infatti, il Torino sembra aver deciso definitivamente di trattenere Bonifazi. L’incontro di ieri tra il d.s. granata Petrachi ed il responsabile dell’area tecnica spallina Vagnati ha fatto chiaramente emergere tale scenario. Il Toro ha Lyanco ancora fuori per infortunio, e mister Mazzarri non intende rinunciare a Bonifazi, anche nell’ottica del passaggio alla difesa “a tre”, che prima o poi verrà varato. Ieri pomeriggio Bonifazi si è allenato regolarmente con i compagni al Filadelfia. Il ritorno (in prestito, stessa formula della scorsa stagione) del difensore si è assai complicato, per non dire che è sfumato, ma Vagnati non ha perso tutte le speranze, per poche che possano essere rimaste. Un ulteriore incontro tra le parti era previsto ieri in tarda serata, poi oggi sarà il giorno del dentro o fuori.

E se non arriva Bonifazi? Due scenari: o Vagnati conferma la linea sempre espressa, quella di volere inserimenti di garanzia e non acquisti tanto per fare, e quindi non arriva nessuno, oppure è lecito attendersi un colpo dell’ultima ora, una sorpresa. Al momento, infatti, le candidature alternative dei giorni scorsi (De Maio del Bologna e Pisacane del Cagliari) non sembrano avere forza, credibilità, fattibilità, sia per una questione di costi che di reale convinzione. (p.n.)



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