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Per la Spal inizia un mese decisivo

di Paolo Negri
Per la Spal inizia un mese decisivo

In programma 4 gare con 3 trasferte e 2 scontri diretti

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FERRARA. Due risultati utili consecutivi. Due pareggi in rimonta. La bella ripresa contro l’Udinese, l’ottima partita al cospetto dell’Inter. Segnali di una Spal in salute. Ma segnali tutti da confermare, nel corso di un mese - il febbraio alle porte - che potrebbe rivelarsi di grande impatto, se non decisivo, sulla lotta per la salvezza.

Nessun giro di parole: il calendario è tremendo. I biancazzurri sono attesi da tre trasferte in quattro gare. E due di queste per altrettanti scontri diretti: domenica a Cagliari, il 25 a Crotone. In palio punti dalla valenza doppia. Le altre avversarie, poi, si chiameranno Milan (al “Paolo Mazza”, uno confronto interno del mese) e Napoli (al “San Paolo”). Posto che le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo, diamo teoricamente per persa la gara in Campania. Ma nelle altre la Spal dovrà per necessariamente raccogliere qualcosa. Perdere terreno in questo febbraio potrebbe rappresentare un handicap gravissimo.

La squadra di Semplici, al momento terzultima, non fa la corsa solo su Crotone e Cagliari, ma anche su Genoa, Sassuolo e Chievo. Ma l’essenziale sarà concentrarsi su se stessi. Il resto verrà di conseguenza. Prima tappa, Cagliari. Per nulla agevole, ma non proibitiva.

I sardi hanno un rendimento interno disastroso: 3 vittorie, 1 pareggio e ben 7 sconfitte, con 11 gol segnati e 17 al passivo. Traduzione: c’è margine per andare e colpire. I rossoblù ritroveranno pedine importantissime (Barella e Joao Pedro, curiosamente gli autori dei 2 gol della vittoriosa gara d’andata, oltre al centravanti Pavoletti), tutte di rientro dalle rispettive squalifiche, ma non avranno Pisacane (a sua volta fermato dal giudice sportivo) e l’infortunato Faragò. Inoltre dovranno convivere con la pressione del risultato a tutti i costi, pena precipitare nel calderone della zona caldissima.

Non che la Spal abbia nulla da perdere. No, questo non si può proprio dire (anzi... c’è tutto da perdere: dal rischio di trovarsi a -7 dai sardi a quello di infognarsi sempre più in terzultima posizione). Non in questa fase del campionato, non in occasione di uno scontro diretto del genere, con il Cagliari davanti di 4 lunghezze. Però il pareggio e la prova contro l’Inter devono aver alzato il capitale fiducia, la consapevolezza che si può andare a fare risultato (pieno?) anche in trasferta, dove l’unica vittoria finora è giunta a Benevento. La sensazione è che la gara-chiave del poker in arrivo sia Cagliari: la prima, quella che può imprimere slancio o che può far vedere tante sfumature di grigio scuro.

Inutile pensare adesso alle partite successive: troppe le variabili, il tempo che manca, la situazione che vivranno le avversarie di turno quando verranno affrontate. Non ha proprio senso proiettarsi adesso sulle consecutive trasferte di Napoli e Crotone. Più agevole inquadrare la sfida interna da tutto esaurito contro il Milan, che sta vivendo il periodo migliore da quando Gattuso è subentrato a Montella sulla panchina rossonera. Ma, ripetiamo, tutto passa attraverso Cagliari e il Cagliari.

La Spal volerà in Sardegna forte di alcune certezze in più: la bontà dei primi rinforzi invernali (Cionek e Kurtic), in attesa di scoprire Dramè ed Everton Luiz, e la maturità tattica dimostrata contro l’Inter quando ha adottato tre differenti moduli (dal nuovo 5-3-1-1 di partenza ai successivi 5-3-2 e 4-3-3) interpretandoli con padronanza e giocando un’ottima gara. Tra l’altro proprio il sistema presentato per la prima volta ha offerto diversi vantaggi, da una maggior copertura alla difesa ad una perfetta occupazione del centrocampo fino alla possibilità di creare comunque pericolosità offensiva ed occasioni da rete. La presenza di Kurtic è benefica per i compagni. Certo il compito dell’unico attaccante (Antenucci contro l’Inter) è gravoso, e ci si può chiedere se, come e quando Semplici continuerà a rinunciare alle due punte, con Paloschi che al suo ingresso si è confermato micidiale predone dei sedici metri. Ma per arrivare alla salvezza conta soprattutto l’equilibrio, in tutti i sensi.

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