La Krifi più brutta s’inchina ai giovani della Gibam Fano
Volley serie B. La battuta non va, il muro nemmeno Per Lucconi e compagni Ferrara è terra di conquista
FERRARA . Abbiamo visto tanti film in vita nostra. Il copione che è andato in onda ieri pomeriggio al palasport non è stato dei più originali. È certo stato quello con la trama più negativa che si potesse immaginare. La Krifi perde male la prima di ritorno, dopo la sosta. Lo fa contro Fano nella prima partita di quel nuovo campionato che si trovava ad affrontare da ieri, dopo aver messo da parte le ambizioni di vertice con l’altra brutta sconfitta di Forlì, due settimane fa. Fano non “rulla” la Krifi, perché in un set si è visto qualcosa che i ferraresi potevano fare per arginare gli avversari, squadra giovane e di belle speranze, ma appunto con tutti i pregi e i difetti dei prospetti futuribili: grande entusiasmo quando le cose vanno bene ed enfasi ad ogni punto realizzato, ma anche facilità ad aprirsi un baratro e precipitare di fronte alle prime difficoltà.
Nel primo set, si capisce subito su che temi si svilupperà la partita. Ferrara non è ordinata, non batte con efficacia e soprattutto non mura con la giusta precisione: in difesa raccoglie pochissimo. Fano fugge subito 8-4, poi 16-10 con un immenso Lucconi: l’opposto fa quello che vuole e porta i suoi a vincere 25-14.
Nel secondo set, ti aspetti il funerale, ma il cadavere non c’è. Lo resuscita un Fano disastroso, che si perde in un bicchier d’acqua, alla prima difficoltà. Lucconi, l’opposto, diventa quasi indisponente negli errori (4, di cui 3 in attacco), nonostante resti il miglior realizzatore (6 punti). Senza neanche battere difficile, forse solo con un po’ più di ordine, la Krifi va a vincere 25-18.
Nel terzo set, si torna ai temi del primo set. Fano si ricompone e attorno a Lucconi, sempre lui, costruisce una netta differenza. Dall’altra parte, coach Martinelli prova a ricorrere alla panchina, perché Casaro è sullo “spento andante”, Vanini non sa bene che fare e finisce per sbagliare anche lui. L’atteggiamento di Fano tende a irridere un po’ gli avversari, ma ci sta: Ferrara non reagisce, forse non sa neanche come farlo. E allora precipita senza paracadute. Pronti, via ed è già sotto 7-3, poi 5-10 e infine rapido rapido ancora 25-14.
Un divario che si conferma (quasi) nel quarto set, è la resa della Krifi. Non sarà il parziale che porterà a ritardare la cena, lo si capisce fin dalle prime battute. Fano vola via 10-4, con la Krifi che non è ancora riuscita a segnare un punto (lo farà Bernard per il 5-10), ma ha sfruttato solo le battute sbagliate dai marchigiani (con il coach ospite Radici che si dispera quando i suoi forzano e sbagliano, a fine set saranno 7). Il ritmo della partita è proprio quello più congeniale a una squadra giovane e spregiudicata: Fano può giocare in scioltezza e ha fisico e salto da metterci. Sul 6-13, entra Fontana per Trimurti (che aveva iniziato il set), poi sull’8-16 Casaro finisce di nuovo in panchina e ci prova Grazzi (bilancio 1 punto e 1 errore). Bortolato ci prova con un ace, Bernard con un altro muro ma niente da fare: Martinelli si siede in panchina, poi si pente e prova a chiamare un timeout. Troppo tardi, l’arbitro ha già fischiato: troppo tardi, ormai Fano è andata a vincere 25-15 il set e 3-1 la partita casalinga più brutta della Krifi.
Raffaele Ziosi
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