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Il Cio apre una indagine interna sulla Federazione internazionale

ROMA. Il mondo del pugilato è sempre più nel caos da quando l'Aiba (l'International boxing association) è finita nelle mani l'uzbeko Gafur Rakhimov, ritenuto collegato al «crimine organizzato». Il...

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ROMA. Il mondo del pugilato è sempre più nel caos da quando l'Aiba (l'International boxing association) è finita nelle mani l'uzbeko Gafur Rakhimov, ritenuto collegato al «crimine organizzato». Il Comitato esecutivo del Cio ha gettato ombre sulla partecipazione della boxe addirittura alle prossime Olimpiadi di Tokyo nel 2020 se non saranno prese le giuste misure in termini finanziari e di governance. Per vederci chiaro il Comitato olimpico internazionale ha deciso di aprire un'indagine sulla federazione internazionale della boxe in quanto non «è soddisfatto del rapporto preparato dall'Aiba sulle sue questioni di governance, finanza, arbitraggio e antidoping». Il Cio, che ha tra le iniziative intraprese nella riunione del comitato esecutivo si è riservato il diritto di rivedere l'inclusione del pugilato nel programma dei Giochi Olimpici giovanili di Buenos Aires 2018 e dei Giochi estivi di Tokyo 2020, ha così richiesto un'ulteriore relazione entro il 30 aprile 2018. Secondo il Dipartimento del Tesoro Usa il dirigente uzbeko è «una persona coinvolta nel commercio di eroina».



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