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La Bondi seduce e affascina Mantova è stesa

La Bondi seduce e affascina Mantova è stesa

Dopo il ko di Bologna gran risposta estense Dinamica dominata in ogni zona del campo

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FERRARA. Affascinante e seducente. Spietata e spettacolare. Quasi disorienta vederla giocare così la Bondi, che strapazza Mantova in una serata di grazia, arrivata dopo settimane difficili, al termine di quella che si può definire, per ora, la più bella gara dell’anno. Scavare un solco di 31 punti contro una squadra di alto profilo come la Dinamica Generale è una risposta tanto bella quanto inaspettata da parte di una squadra che ha dimostrato di avere carattere e grinta. Che forse stride con la gara persa a Bologna, ma che va a braccetto con la prova convincente vinta contro Imola, la prima di Bonacina come coach.

Tanto per dire che, almeno in casa, il nuovo corso tecnico sembra aver dato gli esiti sperati: la Bondi in campo è sembrata leggera di testa, capace di giocare in campo aperto. Determinata e concentrata per tutta la partita. Capace di difendere prima di tutto, tenendo Mantova sempre entro i venti punti per quarto. Un risultato eccellente che, unito alla grande serata al tiro, racconta di un vantaggio finale debordante rispetto alla media delle vittorie della Bondi e che ribalta lo scontro diretto, visto che all’andata Mantova aveva finto 75-70. Ed è anche il modo migliore per iniziare un trittico terribile che, dopo Mantova, vedrà Ferrara andare a Ravenna mercoledì per poi ospitare Udine domenica prossima.

Ma soprattutto, la prestazione di ieri racconta di una Bondi che ha finalmente ritrovato il suo carattere e l’ha fatto fin dai primi minuti esprimendo solidità in difesa. Poi, guardando lo scout, i cinque uomini in doppia cifra spiegano come la diffusa pericolosità offensiva ha dato modo a Ferrara di tenere in scacco Mantova in molte parti del campo (67% al tiro dal parquet contro il 43% degli ospiti, 50% contro il 23% da 3). Al 6’ la Bondi era già avanti di sette lunghezze. Divario che è arrivato alla doppia cifra sul finire del quarto quando il Kleb ha sfondato sotto canestro con Hall e Fantoni, toccando già il +13.

Mantova, che sapeva di potersela giocare alla distanza, s’è affidata al tiro da fuori, oltre alle penetrazioni dei suoi piccoli. I falli della difesa estense hanno regalato diversi viaggi in lunetta agli Stings che al 15’ sono arrivati sul 31-24, in un momento teso della partita. Ma dopo qualche giro a vuoto la Bondi s’è ripresa e al rientro in campo dopo la pausa lunga, retto all’assalto di Mantova e a un momento difficile in attacco, arrivano le due triple di Cortese che spaccano la gara. Ferrara vola avanti di 13, Mantova si innervosisce, Rush attacca il ferro, il capitano segna ancora ed ecco il 62-44 del 28’.

La Bondi ha la testa sgombra e vola sulle ali dell’entusiasmo. Per Mantova la partita diventa una impresa improba. Ci prova Legion a fare qualcosa, dando maggior senso al suo esordio, ma in campo comanda ancora Ferrara. Nell’ultimo quarto gli Stings perdono Jones per espulsione (tecnico e antisportivo), la difesa di Ferrara è granitica e dopo la schiacciata di Cortese, la tripla di Panni scrive il 72-51. Mantova non reagisce e sulla tripla di Cortese del 77-57 al 34’ la gara sembra finita. Il resto è show time, con le schiacciate di Molinaro e gli assist di Hall e Rush.

Mauro Cavina



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