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Due giorni ai Giochi: lite Cio sui russi

Due giorni ai Giochi: lite Cio sui russi

Venerdì scattano le Olimpiadi invernali, le due Coree unite ma a tenere banco è l’esclusione degli atleti di Putin

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PYEONGCHANG (Corea del sud). Il caos Russia fa litigare pure il Cio, la morsa del freddo non molla e quanto agli atleti le star, pur senza chance di medaglie, sono quelle sopra al 38esimo parallelo. Sono i Giochi invernalissimi di PyeongChang che tra due giorni tireranno su il sipario, riportando in Corea le Olimpiadi dopo quelle di 30 anni di Seul: un evento reso ancora più tale alla luce del ricongiungimento causa sport delle due Coree. Il tema, insieme a quello dell'esclusione per doping della grande Russia, che più ha tenuto in vita finora questa vigilia di Olimpiade. La vicenda degli atleti di Mosca, tra ricorsi vinti e mancate riammissioni, ha accesso anche la platea del Cio: sono volati stracci, nonostante il presidente Thomas Bach abbia definito il tutto «un dibattito vivace». In realtà sono piovute critiche pesanti sulla gestione del bando russo, in particolare da Richard Pound, ex presidente dell'agenzia mondiale antidoping, che non ha usato giri di parole: «Il Cio non è stato in grado di proteggere gli atleti - ha detto - e adesso gli stessi atleti e il pubblico non hanno più molta fiducia. Il nostro impegno viene messo in dubbio seriamente».

E si è accesa la polemica con Gerardo Werthein che ha invece difeso Bach e attaccato Pound: «Questo non è l'organismo di Pound, ma il Cio: fa affermazioni che insinuano dubbi, dice cose sleali e scredita il lavoro fatto dal Cio». Ma certo la vicenda dei russi, qui a PyeongChang partecipano come neutrali e senza bandiera, continuerà a far discutere. Anche per gli strascichi legali. Intanto è atteso il parere del Tas sui 32 a cui il comitato olimpico non ha dato il via libera. Il Cio si dice tranquillo di aver preso la decisione giusta: in gara ci saranno 168 atleti giudicati puliti, ma senza maglie della squadra russa. E intanto spera che l’attenzione si sposti altrove: vedi il tema pace veicolato dalla partecipazione dei 22 atleti nordcoreani. Che sono i più fotografati e ricercati da quando sono arrivati oltre il confine: riflettori puntati sulla coppia di pattinatori Ryom Tae-ok e Kim Ju-sik il simbolo di questi Giochi dalle Coree unite, gli unici che avevano conquistato sul ghiaccio la qualificazione olimpica. Per loro primi giri di pista sull’ovale e tanti flash addosso: i due pattinatori in total black hanno provato per 40'. Con loro anche i “rivali” sudcoreani che invece hanno mostrato una calorosa accoglienza ai due atleti di Pyongyang. In particolare Kim Kyu-eun aveva preparato per Ryom un regalo di compleanno (la pattinatrice del nord ha compiuto 19 anni lo scorso 2 febbraio): un kit completo di cosmetici, tra cui gloss, fard ma anche prodotti per il maquillage che tanto piacciono alle ragazze sudcoreane. E comunque gli atleti del nord parlano pochissimo ma continuano a rubare la scena. E mentre i villaggi atleti cominciano a riempirsi, il comitato organizzatore ha dovuto fare i conti con qualche intoppo: causa pesante virus intestinale, sono stati messi in quarantena diversi addetti alla sicurezza sparsi in venti sedi olimpiche compresi i villaggi atleti. Un allarme che aveva fatto temere il contagio anche per gli sportivi: un virus resistente al freddo di queste zone e che causa problemi intestinali. Intanto sono stati richiamati i militari per rimpiazzare i contagiati. La Corea sta cercando di dare il meglio di sé: la macchina funziona, le strutture turistiche vantano numeri da favola - alberghi quasi sold out e c'è chi opta per il campeggio nonostante le temperature proibitive -, e quanto al pubblico le cifre sui biglietti sono in aumento. Da lunedì sono stati venduti 826mila ticket, il 77,3% del totale disponibile - spiega il presidente del comitato organizzatore Lee Hee-beom - «se stiamo su un ritmo di 7000-10000 al giorno direi che possiamo essere soddisfatti». Con le zuppe piccanti che fumano e il kimchi che non può mancare nei tanti locali a caccia di fortuna con l'ondata di arrivi da tutto il mondo, PyeongChang si prepara al suo evento più grande. Tra liti sui russi e flash per gli 'ex' nemici del nord.

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