«Ora dalla Spal ci aspettiamo segni di svolta»
Il patron attende squadra e mister al varco «Già con il Milan serve un cambiamento»
FERRARA. La corda si è tesa, ma non si è strappata. Almeno per ora. Ma non siamo ancora alla quiete dopo la tempesta, anzi: l’aria è rimasta elettrica, gonfia di tensioni e aspettative. La sconfitta a Cagliari, il modo in cui è maturata, ha scosso l’ambiente Spal, fino a mettere in discussione la panchina di mister Leonardo Semplici. Ore concitate, quelle che hanno seguito il 2-0 alla Sardegna Arena, fatte di summit societari - ossia giro di telefonate fra proprietà, presidenza e vertice dell’area tecnica - e faccia a faccia con lo stesso allenatore. Poi, la decisione di mantenere lo status attuale, ma non senza una posta in palio. Di tutto questo, ieri, abbiamo parlato con la proprietà spallina, ossia il patron Simone Colombarini.
Cagliari rappresenta un bivio per la stagione della Spal?
«Se siamo ancora qui che andiamo avanti con mister Semplici, no, ma è stato un segnale preoccupante e abbiamo ritenuto di doverci confrontare per analizzare la situazione».
Che tipo di analisi?
«Tenuto conto di quello che aveva fatto vedere la squadra nell’ultimo periodo, in particolare nelle due gare precedenti, il secondo tempo a Udine e la partita con Inter, dove si era vista una squadra viva, che lotta, che ci ha messo tutto l’impegno per raccogliere risultati positivi, che hanno sì mosso poco la classifica, ma comunque positive, quella a Cagliari è stata una prestazione di segno diverso. Con queste prove non ci si salva di sicuro. Tuttavia, a tutti è sembrato presto per prendere una decisione drastica».
L’impressione è che quella accordata a mister Semplici sia però una fiducia a tempo...
«Tutte le fiducie sono a tempo, solo i contratti hanno un termine. Quanto sarà lungo questo tempo, dipenderà da cosa si vedrà le prossime settimane. Se abbiamo preso questa decisione è perché ci aspettiamo già da sabato di vedere un atteggiamento diverso, vogliamo vedere Cagliari come un episodio isolato. Se poi non sarà così...».
C’è unità d’intenti in tutte le componenti spalline?
«Ci deve essere. Se abbiamo scelto così è perché pensiamo che ci possa essere. Se qualcuno pensa che non ci sia, deve ricredersi: tutti gli attori - giocatori, allenatore, direttore sportivo e società - devono lavorare assieme per l’obiettivo».
Che raggiungere la salvezza fosse dura, si sapeva, forse così tanto dura, magari no. Ora Crotone e Genoa sembrano aver preso slancio, mentre Sassuolo e Chievo paiono in calo...
«Siamo in una posizione in cui dobbiamo guardare davanti a noi: nell’arco di 5 o 6 punti ci sono in tante, qualcuna sta esprimendo buon calcio e altre no. Ma noi dobbiamo guardare a noi stessi, dobbiamo fare meglio di così, guardare a Cagliari-Spal e riflettere, non fare più queste prestazioni. Se faremo meglio e inizieremo a fare punti, allora possiamo guardare come stanno andando le avversarie, ma se non facciamo meglio, c’è poco da guardare».
Sabato in casa con il Milan: fattore campo importante e favorevole, avversario in grande crescita. Cosa si aspetta?
«Di fare meglio possibile, di fare una partita completamente diversa da quella di domenica scorsa: non possiamo chiedere alla Spal di battere il Milan 3-0, ma di limitare gli errori e di mettere in difficoltà il Milan e possibilmente fare gol, quello sì, ma è conseguenza di gioco e cattiveria agonistica».
La società ha garantito nuovi innesti nel mercato di gennaio e non si può imputare a mister Semplici di non averne già utilizzati...
«Il nostro ruolo non è certo dire al mister chi deve giocare e in quale ruolo. Abbiamo messo a disposizione nuovi giocatori, la rosa è migliorata e più competitiva. Poi, gli allenamenti non li guardo, il mister deve scegliere e noi guardiamo il risultato. Ma non è questione di chi è entrato in campo e chi no, nessuno andrà a contestare o dare indicazioni, magari il mister si può confrontare con il diesse, ma non con noi. Sicuramente la rosa è più competitiva di un mese fa».
Tanti debuttanti in serie A, dalla società, al mister, a diversi giocatori: si sta pagando lo scotto? Sarebbe stato meglio affidarsi a figure di maggiore esperienza?
«Dobbiamo considerare cosa hanno fatto questo allenatore e questa squadra: anche l’anno scorso eravamo debuttanti e si è visto quello che si è fatto. Prima o poi tutti si è debuttanti: abbiamo puntato su Semplici perché aveva le caratteristiche per guidare una squadra che conosceva e poteva puntare all’obiettivo, consapevoli che era debuttante. A volte queste scelte portano risultati positivi, talvolta un po’ meno. Speriamo ancora di vedere con questo mister in panchina e questi giocatori in campo atteggiamenti diversi e risultati diversi: che ci sarebbero state difficoltà, lo sapevamo, ma continuiamo a pensare di avere tutte le carte in regola per potercela giocare».
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