La Spal al bivio trova il Milan/LA DIRETTA
Serve una reazione o Semplici rischia grosso. Cionek out, debutti di Simic ed Everton Luiz
FERRARA. Per la Spal e per Semplici. O per Semplici e per la Spal. Invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Auspicando che sia un prodotto positivo. Oggi alle 15, nel calderone del “Paolo Mazza”, i biancazzurri ospitano il Milan. Uscita di gala che deve chiudersi con un saldo attivo. Punti. Indispensabili per la classifica, per alimentare le speranze di salvezza, per ridurre il gap con chi sta davanti. E necessari per mantenere il tecnico sulla sua panchina. Non siamo ipocriti. Il messaggio societario di inizio settimana, post Cagliari, è stato chiarissimo, senza ambiguità. Fiducia all’allenatore. Ma fiducia condizionata ad una prova, quella odierna contro i rossoneri, che evidenzi in maniera tangibile un altro spirito, un altro atteggiamento collettivo. E che porti – appunto – ad un risultato utile.
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Il tenore della prestazione sarà basilare. Se di spessore, se all’altezza delle richieste dirigenziali (ma anche del tecnico stesso), allora si potrà pure ragionare sull’esito finale, quale che sia. Al tempo stesso è possibile – se non probabile – che un’eventuale sconfitta rappresenti il capolinea dello straordinario percorso spallino del mister. Insomma, una situazione non facile. Come non si può dire che Semplici abbia un compito agevole, oggi. Per la pressione che esiste, per la sorta di ultimatum, per le assenze in difesa, per la necessità di schierare una formazione e un modulo che diano garanzie, per il valore dell’avversario pur se non è il Milan di un tempo. Ma, come si dice, sarà necessario trovare le risorse affinchè Davide possa battere Golia. Nel calcio capita più spesso che nella vita. Crederci, dunque.
Il Milan è in crescita. Ha nomi, individualità che non è necessario ricordare. L’espressione di squadra è migliorata. Crepe, però, ci sono. Andranno esplorate. Si è visto pure a Udine. I rossoneri soffrono se attaccati sulla profondità, e possono patire anche sulle corsie laterali. Per la Spal sarà importante battere su questi tasti. E, al contempo, non permettere all’avversario la superiorità numerica a centrocampo, e non consentire – o limitare – gli inserimenti di Bonaventura e gli accentramenti di Suso (che converge da destra per armare il sinistro) e di quel turco dal nome impronunciabile e dalla classe cristallina, spesso avvilita dall’obbligo di essere confinata in periferia ma suscettibile di accendersi quando il genio decide che non è ora di schemi e compiti ma di libertà del talento singolo. Un’aggiunta, fondamentale: la Spal dovrà metterci corsa (tanta corsa), grinta, ritmo, slancio agonistico. Una Spal ringhiante più del proverbiale Ringhio milanista.
Ma che Spal vedremo? Cionek, reduce dall’intervento laser all’occhio, non ci sarà. Assenza gravissima, in aggiunta a quella dello squalificato Vicari. Semplici ha però deciso di mantenere la difesa “a cinque”: dunque, debutto del croato Simic al posto del polacco, con Salamon che entra come perno centrale della retroguardia. E ancora: debutto di Everton Luiz, e dal primo minuto, al posto di Viviani. Non aspettiamoci un Falcao, piuttosto un Felipe Melo. La Spal lì nel mezzo necessita come il pane di qualcuno che accorci, marchi, morda, protegga la difesa, recuperi palla e ribalti il fronte. Poi. ci sarà anche la leva psicologica consistente nell’azionare Paloschi – motivatissimo ex nonchè rapace d’area – in attacco? Difficile, dall’inizio. Probabile il 5-3-1-1 con Kurtic a legare il centrocampo con Antenucci. Novità: Konate riappare in panchina.
L’importante è che la Spal risponda presente. Nell’odierna situazione dei biancazzurri il Diavolo non deve far paura.
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