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CALCIO SERIE A

La Spal è un disastro totale

La Spal è un disastro totale

Svantaggio immediato, 20 minuti buoni, ripresa imbarazzante: Semplici resta appeso a un filo

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FERRARA. La partita del bivio: rinascere o affondare. E la Spal affonda. Senza appello. Nel modo peggiore. Consegnandosi supina ad un Milan non straordinario. Solito gol iniziale al passivo, ripresa imbarazzante. Non bastano venti minuti di reazione allo 0-1, nel primo tempo, a combinare qualcosa. E con la Spal forse affonda anche mister Semplici. Nell’immediato dopo-gara la società non ha mandato segnali di esonero, ma solo perchè non aveva il sì del possibile sostituto.

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Spal senza lo squalificato Vicari e l’infortunato Cionek, difesa centrale più che dimezzata. Formazione annunciata, con i debutti di Simic sul centro-destra della retroguardia e di Everton Luiz a centrocampo. Ma gioca Viviani, confermato in regia: il brasiliano agisce da mezz’ala, preferito a Schiattarella, forse per garantire maggior potere di marcatura dalle parti di Bonaventura e Calhanoglu. Kurtic in appoggio ad Antenucci unica punta. Milan senza sorprese.

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E non è una sorpresa nemmeno che la Spal vada subito sotto. Ormai è una barzelletta. Come la dinamica del subitaneo gol rossonero. Da corner, Suso riceve ed ha il tempo di caricare il cross da destra e di sinistro. In area i milanisti sono tutti liberi. Meret si oppone alla zuccata di Romagnoli ma nulla può sulla zampata da due passi di Cutrone. Non ci si può credere. Se questo è l’approccio alla partita “della vita”, siamo fritti. Infatti la Ovest si indispettisce immediatamente ed invita a gran voce i biancazzurri a sfoderare gli zebedei.

Un accenno di reazione c’è. Sul raid di Lazzari, Grassi si catapulta a vuoto (spinto?). La Spal ci prova, Rodriguez è costantemente asfaltato da turbo-Lazzari. La squadra di Semplici gioca solo da quella parte. Il Milan esplora il proprio lato destro, quello sinistro della Spal, dove Mattiello lascia costantemente troppo spazio a Suso. I biancazzurri, per carità, giocano. Crescono. Fanno la partita. Sono vivi. Ma quella zavorra iniziale è tremenda. Oltretutto, non si può lasciare un centimetro al Milan, soprattutto se si dà modo a Suso di rientrare sul sinistro, oppure se si consente a Calhanoglu e/o Bonaventura, il dribbling e l’uno due (Everton due volte viene saltato secco, Simic non chiude). A sfiorare il gol è comunque la Spal, con punizione di Viviani: palo esterno. Non gira nemmeno bene... Si va all’intervallo sullo 0-1.

Nella ripresa il Milan parte meglio e schiaccia la Spal a ridosso dei sedici metri. I biancazzurri provano a uscire col palleggio ma c’è poco movimento, e corrono pure il rischio di lasciare spazi alle spalle. Semplici ridisegna la Spal già dopo nove minuti togliendo Everton e mettendo Paloschi, con Kurtic che arretra a mezz’ala destra. Ora si gioca con due punte. Spal troppo compassata e senza accelerazioni, pare quasi che debba gestire anzichè cercare il pareggio. Il possesso palla è sterile e pure inficiato da imprecisioni nei passaggi. Ci prova l’encomiabile Antenucci, ma non basta. Dentro Schiattarella per Grassi, nel tentativo di dare più passo ed inserimenti, Kurtic va sul centro-sinistra. La sentenza arriva dopo l’ora di gioco, quando ancora una volta viene lasciato il sinistro a Suso: conclusione non irresistibile ma Meret fa peggio e Cutrone la mette dentro in due tempi e con fortuna. Fine della corsa spallina. Non c’è reazione, orgoglio zero, passività totale.

Una ripresa disastrosa, simboleggiata dal pallone svagato che Meret dà a Viviani il quale regala la sfera a Biglia per il 3-0 che fa scattare la ghigliottina. La Spal termina qui, concede pure il poker con un’altra mollezza. L’avventura gloriosa di mister Semplici giunge al capolinea? Ufficialmente non ancora, ma la Spal cerca un volontario che accetti di tentare la disperata impresa-salvezza. Se nessuno accoglie l’invito, il mister resta. 

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