La Roma non può permettersi scherzi
Di Francesco: «Contro il Benevento servono gol, tanti, e punti per la Champions»
ROMA. A Trigoria è stato tra i pochi a non pronunciare mai la parola scudetto. E adesso che la corsa al titolo appare sfumata, Eusebio Di Francesco fissa il traguardo che la Roma deve tagliare a fine stagione.
«Parlare di qualcosa che va oltre il terzo posto è difficile visto il distacco in classifica. Noi puntiamo alla Champions League» spiega il tecnico alla vigilia della gara col Benevento. «Se avrò fatto il massimo centrando la qualificazione? Parlarne adesso è prematuro, chiedetemelo quando la raggiungo».
Di Francesco è convinto che alla fine a restare fuori dalla massima competizione europea sarà una tra Lazio e Inter, che al momento sono davanti in classifica. «Noi dobbiamo ambire a ottenere la qualificazione in Champions, era uno degli obiettivi primari. Dobbiamo cercare di fare più punti possibili in campionato».
A cominciare da stasera col Benevento, impegno in cui l'allenatore vuole vedere qualche gol in più: «Dobbiamo ritrovare la cattiveria davanti alla porta». Discorso che riguarda soprattutto Dzeko: «È in una condizione fisica ottimale, a livello psicologico ha bisogno di sbloccarsi ritrovando il gol, anche in maniera fortunosa. Noi ne abbiamo bisogno».
Il bosniaco sarà il terminale offensivo nel 4-2-3-1 provato a Trigoria da Di Francesco, con Perotti davanti a Defrel per occupare il ruolo di trequartista. «Diego è abituato anche a giocare in zona centrale, deve essere bravo a smarcarsi tra le linee, ci abbiamo lavorato in settimana» evidenzia l'abruzzese che a centrocampo dovrà fare a meno di Gonalons (infortunato e a rischio anche per l'andata degli ottavi di Champions con lo Shakhtar) e degli squalificati Nainggolan e Pellegrini.
Recuperato in extremis invece De Rossi, convocato assieme a Schick: «Daniele sicuramente non giocherà titolare, potrebbe essere una soluzione da gara in corso». Al suo posto dal primo minuto ci sarà Gerson al fianco di Strootman: «Deve migliorare nella capacità di leggere prima determinate giocate e deve innamorarsi meno del pallone, ma è cresciuto fisicamente e in mentalità. Mi auguro di vedergli fare una prestazione di ottima qualità».
Quello che invece non vuole più vedere è un altro episodio simile a quelli che hanno visto protagonisti Nainggolan e Bruno Peres: «Questi errori grossolani non sono ammessi a certi livelli. Dico solo questo, sta poi all'intelligenza e alla professionalità dei miei calciatori riuscire a fare in modo che non accadano più».
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