Brilla la stella di Cortese Ma è gran Bondi
Serie A2. Al palasport piegata un’Udine tosta Ricky trascina, il gruppo c’è. Playoff possibili
FERRARA. Scontro titanico con vista playoff. E la Bondi, infarinata con l’energia e l’entusiasmo di coach Bonacina, esce brillante e sorridente. La granitica Udine cade al palasport, regalando ai ferraresi la quarta vittoria su cinque uscite della nuova gestione (terzo colpo consecutivo) e il credito per poter rientrare a pieno diritto nella lotta che assegna le posizioni promozione. Okay, brilla la stella di Cortese (dioscuro implacabile e lucido nelle scelte offensive) ma in verità ieri è stato tutto il Kleb a gettare nell’arena qualità tecniche e morali ineccepibili. E Bonacina non ha solo la freschezza del giovane che si getta incosciente nell’avventura, bensì palesa qualità di “lettura” e gestione. Cade rapido il 3º fallo di Fantoni (17’), la Bondi regge con alchimie (zona mista e individuale) e il sacrificio di Hall e Molinaro nel “pitturato”. Giusto per dirne una.
Per dirne un’altra: la cessione di Venuto ha “liberato” la personalità dirompente di Moreno, fino a qualche settimana fa mortificata da un ruolo di comprimario. Quello, forse, l’interpreta Panni che in difesa si sbatte come un ossesso sul ruvido Bushati e insacca una gragnuola di triple che tagliano le gambe a Udine. Ecco, Udine... Friulani opachi nel 1º quarto che per Ferrara è un gioiello di gioco e champagne: 28-14 con 60% da 3 e 80% da 2. La Bondi vuole il “ferro” e ci va di manovra o in “uno contro uno”. Sono due incursioni di “lama” di Cortese a consegnare il massimo (+12). Però, boys, non sono queste le squadre di Lardo. Infatti, la musica cambia. Gli ospiti alzano di molto il volume della fisicità difensiva, Bushati esce dalla panchina e martella. Udine collassa in area e toglie il magistrale “pick and roll” che Moreno costruisce a occhi chiusi con Fantoni. È un break di 0-10: per 5’ Ferrara non segna. Dai 28 punti dei primi 10’, gli estensi scendono a 10 nei secondi 10’ (38-36 all’intervallo).
Hall non brilla, epperò tiene una concentrazione decente in retroguardia. Rush senza spazi fatica, ci prova ad entrare nella selva dell’area. Viene respinto, ma diavolo se ci riprova. Se c’è un merito, tra i tanti, è che la Bondi rimane nella partita immergendo mani-gambe-testa nelle difficoltà. Udine riparte fiacca dopo la pausa, il Kleb infila un 7-2 (50-41 al 24’). Ma quando i friulani picchiano, il match è imbelvito: 0-9 (50-50 al 25’). Udine continua a “chiudere” l’area sfidando da fuori Moreno e Panni. Beh, ragazzi: i due hanno la mano torrida e segnano sfrontati. Li si marca? Ed ecco le fiondate di Cortese: sontuoso 14-0 di parziale (condito anche da un paio di spigolose giocate difensive) e 64-50 al 30’. Hall soffre sempre la fisicità del lungagnone Diop, riesce ad ogni modo ad avere qualche acuto. Rientra Fantoni per un solido Molinaro e il muro regge sempre. Bonacina, sul pressing tosto di Udine, mette i due play (Moreno e Panni) più Cortese, giusto per rimanere fluido in avanti. E riscuote dividendi: 76-66 al 35’ (esce Dykes per 5 falli); poi 84-68 al 37’. Udine resta folta nel bosco sotto canestro, Ferrara tira una sola volta da 2 epperò segna con costanza da 3 (5/9) e dalla lunetta 11/13. Imola, Mantova, Ravenna e Udine: eccellenti trofei di guerra di Bonacina. «Ci proviamo, giorno per giorno» sussurra il coach festante a centrocampo.
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