Dubbi e sfiducia fanno solo male Se conferma è, lo sia fino alla fine
FERRARA. Tutto, o molto, nella spinosa questione dell’esonero o della conferma di Leonardo Semplici, si gioca sugli staff. Quelli che dovrebbero affiancare chi eventualmente venisse scelto dalla Spal....
FERRARA. Tutto, o molto, nella spinosa questione dell’esonero o della conferma di Leonardo Semplici, si gioca sugli staff. Quelli che dovrebbero affiancare chi eventualmente venisse scelto dalla Spal. Per dirne una. Andrea Mandorlini, uno dei possibili papabili, ha lavorato per anni (al Verona e, prima, in Romania al Cluj) con Enrico Nicolini come fidato vice. Quando l’anno scorso Mandorlini è stato chiamato dal Genoa per sostituire Juric, c’è però andato da solo perchè Nicolini - genovese e sampdoriano - ha declinato proprio a causa della propria identificazione con i blucerchiati, dei quali ha vestito la maglia. E Bortoluzzi, Baggio e Zanchetta, che completavano lo staff di Mandorlini a Verona, nel frattempo avevano preso altre strade. Così Mandorlini si è fatto affiancare solo dal forlivese Alberto Maresi. Poi, si sa, Preziosi ha esonerato il tecnico ravennate e richiamato Juric.
Ma qui alla Spal ora che succede? La società ha tutto l’insindacabile diritto di effettuare la scelta che ritiene più opportuna, idonea, per cercare di raggiungere la salvezza. E ciò, quale che sia questa scelta: la conferma di Semplici o la (dolorosa) decisione di esonerare l’allenatore. Detto ciò, crediamo che si debba mettere un punto, definitivo, al ballottaggio, se così possiamo definirlo. L’incertezza non fa bene, a nessuno. Dalla delegittimazione di Semplici a Udine («...nel primo tempo ho avuto anche qualche cattivo pensiero, oltre alla campagna acquisti che stiamo facendo ho avuto il timore di dovere cambiare anche qualche altro personaggio», Mattioli dixit), alla pubblica ammissione del d.t. Vagnati lunedì scorso dopo il summit con Semplici e quello dei dirigenti («La partita di Cagliari non ci ha lasciati indifferenti, al di là della sconfitta. Per la prima volta abbiamo avuto sensazioni non positive, quindi era giusto valutare insieme, abbiamo riflettuto sulle dinamiche sbagliate e sulla necessità di una medicina immediata»), il tecnico è stato posto pubblicamente sulla graticola. Il Milan rappresentava una sorta di ultimatum. Che Semplici sia palesemente appeso ad un filo non giova al tecnico, alla squadra, all’ambiente. Tutto ciò toglie forza, tranquillità, serenità, fiducia. Il dubbio è il peggiore dei nemici.
Se la Spal pensa che si debba cambiare, cambi subito, al di là delle difficoltà di... staff dei sostituti. Se ritiene di andare avanti con Semplici, lo faccia. Ma con convinzione duratura, fino alla fine, non per rimetterlo in discussione se perde a Napoli (chi non cade al San Paolo?), o a Crotone. La fiducia, fondata, o c’è o non c’è. Stare a metà strada significa solo alimentarlo, quel dubbio. (p.n.)
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