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ennesima sconfitta casalinga 

Lo Sporting Argenta prende sette schiaffoni dallo Sparta

SANTA MARIA CODIFIUME. Lo Sparta Castel Bolognese aveva l’obbligo morale e materiale di conquistare i tre punti contro lo Sporting Argenta ancora alla ricerca del primo punto stagionale, sfiorato una...

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SANTA MARIA CODIFIUME. Lo Sparta Castel Bolognese aveva l’obbligo morale e materiale di conquistare i tre punti contro lo Sporting Argenta ancora alla ricerca del primo punto stagionale, sfiorato una settimana fa contro il Borgo Panigale. Magari, inconsciamente, i locali hanno pensato di poter giocare una gara simile contro lo Sparta che, invece, inizia la sfida con la massima concentrazione e determinazione.Dopo 11’ la gara è conclusa con l’obiettivo centrato dallo Sparta. Infatti alla prima puntata nell’area dello Sporting, i rossoblù trovano il rigore fischiato dall’arbitro Casali di Cesena. Al 4’ Dall’Oppio sfila in area sulla destra dell’attacco e viene spinto alle spalle in maniera piuttosto vistosa da Agbontaen. Una spinta anche inutile, perché il giocatore romagnolo stava per essere chiuso dall’intervento di Kanate e l’azione sarebbe potuta sfumare così. L’arbotro, molto vicino all’azione, non può che fischiare il rigore che lo stesso Dall’Oppio trasforma. Neppure il tempo di mettere la palla al centro e Poggiolini trova subito il raddoppio con un tiro da centro area (5’). Lo Sporting è davvero frastornato e al 9’ un’azione praticamente finita diventa un nuovo rigore trasformato ancora da Dall’Oppio. Dopo l’intervallo lo Sparta inizia come aveva iniziato la prima frazione. Al 5’ Ricci si presenta al limite dell’area e con un destro millimetrico a giro mette la palla nell’angolino basso alla sinistra di Seck, sorpreso dal tiro. Al 37’ poi, in maniera quasi casuale, lo Sparta segna la sesta rete. Pirozzi batte una punizione dalla trequarti e la palla si insacca. Al 45’ lo Sparta trova la settima rete con Stafa: dopo una serie di batti e ribatti, con parate di Seck su tiri di Mainetti e Quercia, arriva lo stesso Stafa che insacca nella porta ormai sguarnita.



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