Spal, il futuro di Semplici resta sospeso
Summit tra i Colombarini, Mattioli e Vagnati: ribadito che l’allenatore rimane. Ma le consultazioni continuano
FERRARA. I vertici spallini si sono riuniti ieri nel primo pomeriggio, in Vetroresina, per valutare la posizione di mister Semplici e decidere se proseguire con l’allenatore o se provvedere al cambio di guida tecnica. I plenipotenziari biancazzurri (Francesco e Simone Colombarini, il presidente Mattioli, il direttore dell’area tecnica Vagnati) hanno chiuso i lavori poco dopo le 17. Al termine del summit è emersa la linea espressa già sabato dopo lo 0-4 interno con il Milan: «Andiamo avanti con Semplici, al momento».
È proprio questo il punto da interpretare: cosa significa “al momento”? Che nel frattempo le consultazioni proseguono, alla ricerca di un allenatore che riunisca tutte le condizioni per essere nominato? Oppure vuol dire che Semplici rimane fino alla partita di domenica a Napoli e che poi verranno fatti nuovi ragionamenti sulla base delle indicazioni del match del San Paolo? O è un “al momento” che in realtà si allarga nel lasso temporale e non presuppone il rischio di un cambio del timoniere?
La famiglia Colombarini, Mattioli e Vagnati ieri hanno analizzato ogni aspetto della fase che sta vivendo la squadra, del complicarsi della lotta per la salvezza, dell’operato dell’allenatore, delle soluzioni che possono essere trovate sul mercato, quello dei mister come quello degli svincolati (per soppesare la possibilità o meno di un nuovo inserimento in difesa). Ma il nodo cruciale è questo: c’è totale fiducia in Semplici e nel suo operato, o la conferma (al momento...) è legata soprattutto alle difficoltà che esistono per reperire un sostituto anche alla luce dei costi che tale operazione necessiterebbe?
Se mister Semplici venisse esonerato, insieme al suo staff, ovviamente ne andrebbero rispettati i contratti, oltre ad assumere il nuovo tecnico con tanto di collaboratori (escluso il preparatore dei portieri, nel senso che Cristiano Scalabrelli rimarrebbe a prescindere, era alla Spal già da prima dell’approdo di Semplici). E questo è uno degli aspetti più spinosi. Diciamo che in un primissimo momento, ragionando di pancia dopo il ko con il Milan, la società si sarebbe aspettata le dimissioni dell’allenatore, eventualità cui Semplici non ha pensato e non pensa minimamente. Poi, con maggior tranquillità, il club ha allargato il ragionamento, ha valutato cosa si può fare e cosa no. Edy Reja - uno dei principali candidati all’eventuale successione, se non il principale - non ha un secondo (da quando Bollini ha deciso, la scorsa estate, di tentare in prima persona la strada della panchina a livello professionistico), non possiede uno staff, quindi sarebbe necessario dotarlo di una serie di collaboratori di campo. Guidolin è totalmente fuori portata. De Biasi non è convintissimo da alcuni aspetti. È emerso con forza il nome di Mandorlini, favorito - nel caso - su De Canio, Vanoli e financo Colomba (quest’ultimo non contattato, ma presente sabato al “Mazza”.
Ieri sera, prima delle 20, la società era ancora al lavoro a livello esplorativo, diciamo così. Al momento, per riprendere l’avverbio caro ai vertici della Spal, significa che allo stato attuale Leonardo Semplici rimane l’allenatore biancazzurro. Alle 21.35 di ieri sul sito della società non era ancora stato pubblicato il programma settimanale degli allenamenti, e non sappiamo se ciò possa significare qualcosa. Oggi, probabilmente, si saprà definitivamente (si spera) cosa ha deciso la Spal.
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