Baltur, un ko che sa d’avvertimento
Basket B. La sconfitta con Crema è un segnale. Benedetto: «Siamo stati leggeri»
CENTO. Più che una sberla, un avvertimento. Prima o poi doveva succedere, perché fare percorso netto da qui alla fine sarebbe stato quasi impossibile. Partita da playoff domenica sera tra Baltur e Crema, vinta dagli ospiti e per la prima volta in stagione il Pala Ahrcos è violato. Mani addosso, difese sempre al limite del fallo. Bisogna essere pronti anche a questo: forse la mancanza di partite vere, da sudarsele punto a punto contro avversari che alzano i gomiti, non è un bene. Ma il girone è questo, gli avversari anche. Domenica la Baltur ha steccato alla prova di una partita da playoff: meglio adesso. Crema non ha rubato nulla, ha quasi sempre condotto e saputo ricacciare a distanza la Baltur ogni qualvolta si riavvicinava. Cento, però, poteva far meglio. Con maggior attenzione nei giochi offensivi, con più precisione al tiro. E con meno liberi sbagliati in un finale giocato punto a punto. Quando dominano le difese anche un tiro libero può fare la differenza: «È stata una partita intensa, sapevamo che Crema giocava così e ci eravamo preparati - dice coach Benedetto -; mi aspettavo dalla mia squadra un atteggiamento diverso. La partita l’abbiamo persa nel terzo quarto, non alla fine. Abbiamo sofferto la fisicità. Crema ci ha tolto delle certezze. C’è stata la costante ricerca del contatto: è lì che abbiamo perso la partita. È stato mediocre l’arbitraggio con un metro che sinceramente non ho capito. Così come siamo stati mediocri noi. È giusto fare i complimenti a Crema».
«Hanno raddoppiato costantemente Benfatto per toglierlo dal gioco - spiega il tecnico dei biancorossi -, in attacco fatto tanta circolazione con pazienza per trovare l’uomo libero. Siamo stati troppo leggeri ed abbiamo concesso troppe occasioni». Quattro partite dividono Baltur e Lecco (6 punti più lo scontro diretto a favore). Restano 8 partite, il primato in classifica resta saldo: «Il cammino è ancora lungo, non abbiamo fatto ancora nulla».
Simone Gagliardi
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