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Spal, su Semplici un’indecisione che può far male

di Paolo Negri
Spal, su Semplici un’indecisione che può far male

Il tecnico resta ma senza un sostegno pubblico E il San Paolo non può essere un crocevia

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FERRARA. Tutto tace. E non sappiamo se sia un buon o un cattivo segnale. Ieri mister Leonardo Semplici ha diretto regolarmente, come da previsioni, l’allenamento di ripresa della Spal, ma la cupola biancazzurra non ha nè annunciato nè tantomeno tenuto una conferenza che sarebbe stata estremamente opportuna per mettere il punto, definitivo, alla ridda di voci sul futuro dell’allenatore. Che poi voci non sono state, ma robusti spifferi alimentati dallo stato delle cose e principalmente dalla non chiara strategia della società che - ad oggi - non si è ancora capito se crede sempre nel proprio timoniere, e per questo non lo ha sostituito, o se la scelta della continuità è momentanea, dettata da un insieme di fattori e financo subordinata alle indicazioni della partita di domenica a Napoli. Ma, eventualmente, sarebbe una follia esonerare Semplici sulla scorta degli esiti del San Paolo.

Per questo, e per - lo ribadiamo - mettere definitivamente fine ad ogni ipotesi, sarebbe stato e sarebbe opportuno che la Spal dicesse forte e chiaro che l’allenatore resterà a prescindere. Se non lo fa, se non prende tale posizione, è perchè in realtà la dirigenza biancazzurra continua le sue approfondite valutazioni in proposito, evidentemente non tanto sicura di andare avanti così. Peccato, perchè mai come in questo momento servirebbe una compattezza granitica, una totale unità d’intenti, una comune visione delle cose, un segnale megasupergalattico principalmente allo spogliatoio, soggetto mentalmente sensibile (a tutte le latitudini) a turbolenze di tale tipo.

E adesso? Niente, sotto con il Napoli. Per forza di cose. cercando di recuperare quello spirito battagliero che va allenato costantemente, coltivato al Centro e prodotto in campionato. La partita di domenica non può essere considerata persa in partenza, e non andrà affrontata con animo molle. Sia per i rischi che si correrebbero se l’atteggiamento fosse questo, sia perchè poi fiducia, determinazione, consapevolezza, agonismo, non si recuperano con uno schioccare di dita. Napoli va affrontata al 100%, per essere al 110 la settimana dopo a Crotone.

Ecco, dallo spogliatoio giunge una voce: per noi conta non perdere a Crotone.

Ok, capiamo il senso. Ma il San Paolo deve essere propedeutico alla miglior preparazione possibile per lo scontro diretto in Calabria. Che sarà sì importante non perdere, ma che sarebbe anche il caso di provare a vincere. Giusto preoccuparsi di non concedere al Crotone la possibilità di imporsi, di allargare la forbice in classifica, di essere in vantaggio negli scontri diretti, ma sarà bene non interpretare in senso minimalista quel conta non perdere.

Inutile comunque proiettarsi troppo avanti, da qui al 25 c’è tempo. Tempo che deve essere concesso alla squadra ed a Semplici contemplando Napoli come tappa comunque da scollinare senza che possa rappresentare una linea di confine. Se la si ritenesse tale, non si farebbe che certificare l’indecisionismo manifestato dopo Udine, dopo Cagliari, dopo il Milan.

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