«Ferrara sta pensando in grande»
Il presidente Squarzanti svela gli ambiziosi progetti della società
FERRARA. Il Ferrara Baseball è giovane e dinamico. Concreto. Ambizioso ed in costante espansione, con un occhio di riguardo al vivaio. Il presidente del team, Edmondo Squarzanti, traccia un bilancio dei primi anni di attività .
La società sta per compiere tre anni. Quanto è stato fatto fino ad oggi?
«Molto e ringrazio sinceramente tutte le persone che, oggi come ieri, anche nelle difficoltà hanno contribuito a portarci fino a qui. In questi primi anni abbiamo dovuto fare i conti con avvicendamenti e rimodulazioni interne, dovendo appianare più di una divergenza su obiettivi e strategie. Ora siamo stabili e maturi e non ci basta più che la nostra proposta sia considerata un passatempo. Lavoriamo perché la prossima stagione si realizzi il definitivo salto di qualità, investendo sulla formazione dei tecnici, la pianificazione di progetti a lungo termine».
Un progetto ambizioso...
«Un progetto chiaro, con idee condivise ed un solo imperativo: spingere sull’acceleratore, smettere di accontentarsi».
Qualche dettaglio su questi programmi?
«Sono in parte legati all'acquisizione di un campo, o struttura, interamente dedicata in quanto le attività giovanili sono in aumento. Lo scorso dicembre, la federazione e il Ministero dell’istruzione hanno firmato il protocollo per inserire il baseball tra le attività curricolari nei programmi educativi. Questo ci consentirà di aumentare l’offerta nelle scuole della provincia, così come continueremo a partecipare ad eventi promozionali. Con un occhio al futuro, stiamo dando forma al progetto softball ampliando la nostra offerta sportiva: io stesso parteciperò ad un corso di secondo livello dedicato all’insegnamento di questa disciplina».
Quante squadre scenderanno in campo?
«Quattro. A livello giovanile, iscriveremo una Under 12 su cui riponiamo grandi speranze. Il boom di iscrizioni tra i giovanissimi ci consentirà di formare due squadre Esordienti, che disputeranno campionati distinti e magari un derby. Abbiamo deciso in questo senso per consentire a tutti di giocare di più: cresceranno prima, facendo meno panchina e divertendosi di più. E poi ci sono gli amatori adulti, i nostri Mandrakes».
Sembri molto carico...
«Un grande mentore mi ha insegnato che fondamentalmente esistono due tipi di giocatori: quelli che giocano sempre in attacco e…gli altri. Io sono della prima specie».
Beatrice Nicoli
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