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Pallone a Kurtic Ma in che posizione?

Pallone a Kurtic Ma in che posizione?

Va trovato il ruolo giusto affinchè lo sloveno renda al meglio

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FERRARA. Che fosse un autentico jolly del centrocampo da impiegare a seconda delle situazioni di gioco e delle strategie settimanali, lo sapevamo. Allo stesso tempo, dopo quattro uscite dal suo arrivo, appare necessario che la collocazione tattica definitiva di Jasmin Kurtic venga trovata il prima possibile.

Il rischio, infatti, è quello della confusione, per la squadra e per lo stesso calciatore che - dichiarandosi comunque a totale disposizione delle scelte dell’allenatore - probabilmente non sta facendo vedere ancora tutte le sue potenzialità, forse anche per una questione di ruolo. Appunto.

È il caso di ricordare che nell’Atalanta di Gasperini (riferimento allo scorso campionato) la posizione dello sloveno era una sorta di secondo trequartista con competenza territoriale nell’area destra del rettangolo verde. Da qui Kurtic poteva lavorare in fase difensiva andando a disturbare il primo possesso avversario durante l’uscita del pallone tra i difensori e il mediano avversario, per poi scalare di nuovo sui lati e allo stesso tempo operare in fase offensiva con i suoi inserimenti di prepotenza, di fisico e di tecnica che spesso si sono rivelati letali per le difese avversarie.

È chiaro che Kurtic poteva e può giostrare anche come mezzala (meglio a destra che a sinistra) nel cuore del centrocampo, grazie ai propri inesauribili polmoni, ma è proprio da un ruolo più avanzato (sempre sulla destra) che il calciatore di Crnomelj, piccolo paesino di 15mila abitanti nel sud della Slovenia, potrebbe realmente esprimersi in pieno e fare quella differenza che tutti si aspettano.

Le potenzialità ci sono e già nelle quattro gare disputate qualcosa di interessante si è visto. Ma a sprazzi, a intermittenza. È vero che il sistema e i principi di gioco di Atalanta e Spal sono totalmente differenti. I biancazzurri hanno un baricentro molto basso e realizzare un’ incursione, per un centrocampista d’inserimento, risulta abbastanza complicato. Indipendentemente dal punto di inizio azione. È poi opportuno evidenziare e ricordare che partendo da destra il Kurtic atalantino tagliava spesso verso il centro lasciando la fascia libera per Conti. Andando a giocare tra le linee, offriva tante soluzioni di appoggio ai compagni. Una costante ricerca della giocata smarcante con l’unico obiettivo di attaccare la porta avversaria. Che la stessa cosa non possa accadere con Lazzari? Il gigante sloveno può dare tanto alla Spal e l’investimento fatto dalla società biancazzurra è stato importante.

È ovvio che per pensare ad un Kurtic non in solitaria dietro a una punta, bensì con un altro uomo di raccordo alle spalle di un attaccante, occorre rivedere qualcosa a livello di modulo. Come si potrebbe fare? Non servono rivoluzioni particolari e poniamo anche come base il mantenimento dell’abituale difesa con tre centrali. La linea di centrocampo potrebbe comporsi da quattro elementi in linea con Lazzari ed uno dei tre esterni sinistri sulle fasce, e dalla coppia Schiattarella (o l’alternativa Everton Luiz)-Grassi in mezzo. Conseguentemente, Kurtic e Antenucci agirebbero come tasselli di raccordo sulla trequarti alle spalle di una prima punta come Floccari o Paloschi per cercare di mandare in tilt l’area avversaria. Nel concretizzarsi di tale soluzione, il sacrificato di turno sarebbe Viviani, o comunque chi andrebbe a occupare un ruolo di regista che da troppo tempo non sta brillando.

Alessio Duatti



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