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Spal, su Semplici resta l’ombra di Mandorlini

di Paolo Negri
Mister Leonardo Semplici in mezzo ai suoi giocatori
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Mister Leonardo Semplici in mezzo ai suoi giocatori

Il destino del mister sarebbe seriamente minacciato in caso di ko a Napoli. Nonostante le dichiarazioni del club la panchina non sembra blindata

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FERRARA. Maurizio Sarri e il Napoli si preoccupano più della Spal (domenica) che del Lipsia (stasera), le scelte di formazione per l’Europa League odierna lo dimostrano, e ne parliamo a parte - ma alla Spal di cosa o di chi si preoccupano?

Sarebbe importante saperlo con esattezza. Invece i dubbi restano. Le dichiarazioni rese ieri (mercoledì 14 febbraio) dal presidente Mattioli e dal patron Colombarini - a margine dell’appuntamento delle 18 allo stadio, per devolvere ad alcune associazioni del territorio le somme ricavate dall’impegno sociale/benefico del club - non hanno risposto del tutto agli interrogativi che circondano il futuro di mister Semplici. Che resta minacciato di esonero. «Rimarrà l’allenatore della Spal fino a che lo deciderà la società». Non proprio una blindatura. «È legittimo - aggiunge il presidente - che se non arrivano i risultati una società possa guardarsi intorno». In effetti è più che legittimo, gli organi di informazione semplicemente lo registrano.

Dice: se da martedì il tecnico sta regolarmente conducendo gli allenamenti settimanali, non si tratta della più chiara delle conferme, indipendentemente da dichiarazioni rese o non rese?

In teoria il ragionamento fila. Ma le questioni calcistiche vanno molto oltre la teoria. E tanto nei corridoi dell’italico pallone, quanto negli ambienti vicini alle segrete stanze biancazzurre, molti danno per scontato che il destreggiarsi della cupola spallina stia a significare che la panchina di Semplici è tutto tranne che salda. Anzi. Sarebbe stata tracciata una linea di confine, Napoli, ma si tratterebbe di una scadenza priva di ritorno, nel senso che la società avrebbe già maturato l’idea di avvicendare il tecnico dopo tale gara, mettendo in conto la sconfitta al San Paolo e il conseguente allungarsi della mancanza di risultati. Ko sulla carta più che prevedibile, ma sospeso ai misteri ed agli imprevisti del football. E, in ogni caso, il successore designato sarebbe già pronto: Andrea Mandorlini. «Fino a quando si va avanti così? - dice Colombarini -, quello non si può mai dire».

Se non si ha più fiducia nell’allenatore e si ritiene di dover cambiare, non si capisce come mai tale scelta non sia stata adottata dopo le esternazioni udinesi, le riunioni post Cagliari o il vertice successivo allo 0-4 con il Milan, posticipandola ad una partita che tutte le logiche del mondo vogliono dall’esito scontato. In tal modo, oltretutto, si è privato e si priva il subentrante (eventuale o reale) di un fondamentale tempo di conoscenza diretta dell’organico prima del cruciale confronto di Crotone.

In secondo luogo, poiché tanto Semplici non è nato ieri, quanto lo spogliatoio annusa dinamiche del genere, con che spirito, con che animo, con che fuoco, con quali motivazioni, allenatore e squadra andranno in campo a Napoli? Tutti professionisti, sì, ma gli uomini hanno una sensibilità che non può essere sottoposta alle incombenze del mestiere. Poi, affidata ad un nuovo timoniere, la Spal si rianimerà d’improvviso, trasformandosi nei sei giorni pre-Crotone?

E ancora, domanda volutamente maliziosa: se la Spal dovesse centrare l’impresa e fare risultato al San Paolo cosa accadrà? Si andrà avanti facendo finta di niente, fino al primo inciampo che capiterà e che rischierà di riaprire il fronte?

Sono tutti ragionamenti che facciamo in quanto è difficile credere che tutte le voci, le notizie, le informazioni, le ipotesi che stanno circolando siano prive di fondamento, solo frutto di speculazioni.

Attenzione. Non si discutono nè la legittimità nè l’opportunità delle decisioni che la Spal potrebbe prendere, qui nessuno può sindacare, chi guida il vapore ha il diritto di tenere la rotta che ritiene più opportuna per lasciare i marosi del mare aperto e giungere al porto della salvezza. No, ciò che non si riesce ad inquadrare è il modo d’agire. Forse, a porre in imbarazzo il club ed a non farlo muovere con perentorietà, è il sentimento di profonda stima e gratitudine nei confronti di Semplici, la consapevolezza di aver fatto o dover fare la scelta più sofferta della quinquennale gestione Colombarini-Mattioli-Vagnati. Ma, a volte, la pur dolorosa chiarezza, si fa preferire a paraventi che nulla nascondono. Vedremo. Nel frattempo si prende atto delle dichiarazioni di ieri. Con sfumature diverse tra quelle di Mattioli e Colombarini.

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