I diritti della serie A nelle mani di Pechino
ROMA . Mani cinesi sul calcio italiano. Dopo aver piantato la bandiera su Inter e Milan, Pechino piazza un altro colpo aggiudicandosi, anche se in maniera indiretta, il controllo dei diritti Tv di...
ROMA . Mani cinesi sul calcio italiano. Dopo aver piantato la bandiera su Inter e Milan, Pechino piazza un altro colpo aggiudicandosi, anche se in maniera indiretta, il controllo dei diritti Tv di Serie A. Il gruppo Orient Hontai Capital ha acquistato, mettendo un miliardo di euro, il 53,5% delle quote di MediaPro, il gruppo catalano detentore dei diritti del calcio spagnolo che il 5 febbraio ha fatto un’offerta di 1 miliardo e 50 milioni per i diritti del calcio italiano 2018-‘21. Orient Hontai Capital (3 mila dipendenti, capitalizzazione di 10,8 miliardi di euro e asset per 25,5 miliardi) si è messa in tasca le partecipazioni di Torreal (22,5%), Televisa (19%) e Mediavideo (12%) nel quadro di una transazione che fa crescere fino a 1,9 miliardi il valore di Imagina, la società che controlla MediaPro. Gli spagnoli hanno precisato che non ci saranno cambiamenti nella gestione del gruppo che resterà nelle mani dei manager Roures e Benet.
Ma l’operazione non potrà non avere ripercussioni e conferma la strategia espansionistica dei cinesi sul mercato europeo. «Crediamo nel potenziale e nelle prospettive del settore» ha spiegato Tony Ma, anticipando la possibilità di aprire «nuove prospettive di scambio e cooperazione tra Cina, Spagna e America Latina nei campi cultura e sport». Dieci giorni fa Sky ha diffidato la Lega dal vendere a MediaPro («Non è un intermediario indipendente e viola la legge Melandri» la sua tesi) ma intanto il colosso satellitare del magnate australiano Murdock si prepara a trattare per ricomprare i diritti e sarebbe pronto a offrire 650 milioni di euro. MediaPro punterebbe anche sull'interesse di Mediaset e Telecom e piattaforme multimediali come Amazon e Netflix. La Lega di A, in mano al presidente Coni, Giovanni Malagò, ha messo al sicuro oltre 1,4 miliardi.
Gli effetti per i tifosi saranno più chiari in un paio di mesi. Ma appare evidente che gli spagnoli (controllati dai cinesi) proveranno a ottenere anche la produzione dei match, che 6 dei 20 club gestiscono autonomamente e gli altri delegano alla Lega. In pratica l’obiettivo di MediaPro è trasformare la serie A in un prodotto, un marchio immediatamente riconoscibile, con standard qualitativi unici per tutte le 380 gare, trasmesse non più in cinque finestre ma in otto, con l'aggiunta del sabato alle 15, domenica alle 18 e lunedì alle 20.30, come previsto dal bando della Lega.
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