Davide contro Golia ma poi la Spal pensa a quel Roma-Lecce
I numeri dicono che la sfida al Napoli è impossibile Però qualche precedente incoraggia i biancazzurri
FERRARA. Davide contro Golia. Questa simbologia anche troppo abusata nel lessico corrente, sembra però calzare a pennello, per la sfida odierna della Spal al San Paolo. D'accordo, i numeri non sono tutto e la storia sportiva è ricca di esempi che dimostrano che il calcio non è una scienza esatta. La Roma di Eriksson che perse uno scudetto facendosi superare alla penultima giornata in casa dal fanalino di coda Lecce, ne è probabilmente l'esempio più eloquente, ma se ne potrebbero ricordare molte altre di imprese analogamente impronosticabili alla vigilia.
I numeri però, in questo caso, sono impietosi nei confronti di Antenucci e compagni, contro un Napoli in piena corsa per il titolo, che con i tre punti conquistati contro una Lazio nel turno precedente ha superato il record societario diventando - numericamente parlando - il miglior Napoli di sempre.
Il cammino della formazione di Sarri è stato fino ad ora da brividi; ma per quanto rasenti la perfezione, presenta però il paradosso di aver finora accusato qualche problemino in più in casa, rispetto ad un cammino esterno immacolato dal punto vista delle sconfitte, con solamente il Chievo a non aver concesso l'intera posta in palio ai partenopei in trasferta. Diametralmente opposto invece il cammino esterno della Spal, con l'unico viaggio trionfale a Benevento: un ruolini di marcia che relega i ferraresi solo davanti agli stessi sanniti ancora fermi al palo, nel computo delle vittorie esterne, con tutte le altre formazioni ad averne conquistate almeno due. Qualche punto in più, quindi, Hamsik e compagni lo hanno perso proprio in casa a Fuorigrotta, subendo a domicilio anche l'unica sconfitta di questa stagione dalla Juve, concedendo inoltre di ritornare a casa con un pareggio a Fiorentina e Inter. La Spal dovrà provare ad approfittarne nonostante, oltre ai tre punti nella vicina Benevento, abbia conquistato solamente tre pareggi a Udine, Bergamo e all'esordio stagionale con la Lazio quando s’è trovata a giocare lontana dal Mazza.
Tuttavia i numeri non determinano i risultati in anticipo, le partite vanno giocate, e le variabili sono tante. Prima fra tutte, l'aspetto morale. Le due formazioni scenderanno in campo con stati d'animo differenti; se i partenopei, dopo aver trascurato l'impegno di coppa settimanale, saranno concentrati a non commettere passi falsi e a non perdere preziosissimo terreno nella sfida scudetto con la Juventus, la Spal arriva in riva al golfo con la tranquillità di chi ha sulla carta poco da perdere, al termine di una settimana però, non del tutto tranquilla, con voci di un possibile avvicendamento in panchina. Si confida quindi, in una prova maiuscola dei biancazzurri anche in difesa della posizione del proprio tecnico. Rimanendo all'aspetto mentale, è possibile - anzi auspicabile - che Insigne e compagni snobbino l'impegno, considerando la sfida con una neopromossa, che veleggia nei bassifondi della classifica, un impegno facile, e che pur inconsciamente scendano in campo privi della necessaria concentrazione e determinazione, agevolando - con il contributo di una prestazione da ricordare della Spal - al risultato a sorpresa di questo turno di campionato. Sarebbe un risultato clamoroso, festeggiato non solo dai quattrocento eroici ferraresi al seguito, oltre all’intero popolo biancazzurro; ma anche dall'enorme quantità di tifosi juventini, che domani saranno tutti schierati, ci si può scommettere, al fianco della Spal.
Giuseppe Celeghini
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