Spal a Napoli: in gioco il futuro e la salvezza/LA DIRETTA
Un ko potrebbe costare il posto a Semplici Serve l’impresa per risalire la classifica
FERRARA. Vedi Napoli e poi muori. Calcisticamente, ovvio. Speriamo che non accada, ma sarebbe da ipocriti pensare che la Spal oggi alle 15 al San Paolo possa farla franca contro un Napoli in formazione tipo, con tutte le sue stratosferiche forze rivolte al campionato, alla conquista dello scudetto, come ampiamente dimostrato dalle scelte di formazione e dall’esito del match di giovedì in Europa League contro i tedeschi del Lipsia.
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Una volta, nel calcio, i miracoli accadevano. Oggi, probabilmente, nemmeno San Gennaro - andando contro la propria appartenenza territoriale - potrebbe sovvertire l’esito dell’incontro. Ci stava che la Roma perdesse il tricolore in casa contro il Lecce. Capitava, ancor prima, che il Verona mozzasse le mani del Milan già posate sullo scudetto. Succedeva che il Pollicino di turno mettesse al tappeto l’orco del campionato. Ora non più, i tempi sono cambiati. Tra Napoli e Spal c’è un abisso: economico, tecnico, di classifica. Tutto indica che oggi il cielo sopra Napoli si tinga di azzurro e non di biancazzurro. E’ quindi assai probabile, se non scontato, che la Spal questa sera si trovi ancor più nelle sabbie mobili della graduatoria (sperando che il Crotone non faccia punti a Benevento: forza Streghe!!!) e che mister Semplici venga esonerato.
Come sia possibile che la società abbia deciso di legare il destino del tecnico ad una partita dall’esito scontato, è mistero che non si comprende. Forse una questione di forma, di apparente riguardo, nei confronti dell’uomo e dell’allenatore, destinato a restare nella storia spallina. Sulla carta gli viene data un’ulteriore possibilità, ma il dado è tratto da giorni e - salvo sorpresissime - allo scoccare dell’eventuale ko di Napoli verrà messo in pratica il doloroso provvedimento.
Nell’ultimo passaggio s’è scritto eventuale ko. E’ per non essere disfattisti in partenza, per un sussulto di speranza. Cosa dovrebbe accadere per invertire la tendenza? Che la Spal facesse risultato, che si materializzasse qualcosa di impensabile, che un Napoli attanagliato dalla tensione non trovasse la fluidità e l’efficacia del suo gioco. Bisognerebbe resistere, far scorrere i minuti, non subire gol in avvio, far crescere il dubbio nel campo partenopeo. E, se non arrivasse il risultato, servirebbe comunque una prestazione di portata tale - a livello agonistico, temperamentale, di convinzione, di verve, di reazione - che attestasse la salute di una Spal ben diversa da quella di Cagliari, dell’inizio col Milan, della ripresa con i rossoneri. Una squadra tutta schierata con mister Semplici, decisa ad arrivare tutti insieme al porto della salvezza.
Insomma, segnali fortissimi, inequivocabili, che mettano la società nell’obbligo di recedere dai propri propositi, convincendola che questi (giocatori e allenatore) sono gli uomini su cui puntare con rinnovata e cieca fiducia. Tutto ciò accadrà?
Al momento sappiamo solo che il Napoli si presenterà con l’abituale 4-3-3 sarriano e le forze massime (Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne...), e che la Spal chissà come si schiererà, sia a livello di uomini che di modulo. Rientra Vicari, esce Mattiello, Costa favorito su Dramè, la suggestione dello stra-motivato napoletano Schiattarella a centrocampo a detrimento di uno tra Everton e Viviani, probabilmente Kurtic in appoggio ad Antenucci. Massima densità in mezzo al campo per proteggere la difesa.
Non accadrà, ma se accadesse... Si potrebbe solo gioire.
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