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Una Spal poco battagliera ko di misura a Napoli La società conferma Semplici

Una Spal poco battagliera ko di misura a Napoli La società conferma Semplici

Risultato dignitosa, ma la squadra non ha certo mostrato la grinta che dovrebbe mettere in campo chi deve salvarsi. In zona salvezza poco è cambiato

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NAPOLI. Una Spal dignitosa nella sua leggerezza, non consona a chi deve lottare per non retrocedere, contiene la sconfitta a Napoli, senza mai dare la sensazione di essere animata da spirito da battaglia. Esito scontato ma ko di misura. Sufficiente per salvare la panchina del formalmente già condannato Semplici? Stando alle dichiarazioni di fine partita dei dirigenti biancazzurri al San Paolo ("piena fiducia a Semplici") pare proprio di sì.  Ci si aggrappa alle sconfitte di Crotone e Sassuolo, al divario immutato dai calabresi, allo scontro diretto di domenica prossima allo Scida.

Semplici si gioca la partita proponendo Schiattarella dal primo minuto al posto di Everton Luiz, e facendo debuttare da titolare Dramè (preferito a Costa) come terzino sinistro in luogo dello squalificato Mattiello. Gli altri sono quelli annunciati, con Vicari - di rientro dal turno di sospensione - al centro della difesa. Avanti con il 5-3-1-1. Napoli in campo con tutti i titolarissimi: forza massima per tornare in vetta dopo il vittorioso anticipo della Juve nel derby.

Avvio da incubo, come sempre. Spal molle, disattenta, che lascia varchi e perde palloni. È come invitare a nozze un Napoli mostruoso per qualità di palleggio e gioco con scambi in triangolazioni a velocità siderale. Prima è il palo a salvare Meret, poi il portiere è battuto da Allan che affonda come ferro rovente in un burro appena formato: palla di Callejon per l’inserimento del brasiliano, tutti fermi (presi d’infilata) ed il motorino partenopeo la mette dentro con proprietà e facilità. Dopo sei minuti, Spal già in svantaggio, solito film.

È un tiro al bersaglio, Meret si immola su Callejon, Koulibaly fa ruggire il San Paolo. Divario mostruosamente abissale, tra le due squadre, ma se questa è la Spal che dovrebbe metterci impeto, agonismo, marcatura, stiamo freschi. Di furore si vede nulla. Addirittura, sono quelli del Napoli a far volare - nei contrasti - gli spallini, nonostante i tre di centrocampo ed il tridente offensivo non siano certo composti da giganti. Ma Allan, per fare un esempio, se serve entra con spallate che spostano chiunque. Per fortuna il Napoli va a fiammate, non sembra forzare il proprio talento. Però quando accelera...

Gli azzurri sono come un gattone che scherza col topolino. Concedono un tiro, il primo, al 43’, dopo aver lasciato un po’ di spazio ad Antenucci e Viviani, ma subito dopo chiamano Meret a distendersi, giusto per ricordare chi comanda.

Nella ripresa Napoli subito all’attacco. La Spal non è sotto assedio in senso testuale, ma il pallone lo vede poco e, quando cerca di uscire, lo perde qualche volta di troppo, esponendosi a conseguenti rischi. All’ora di gioco Semplici cambia Dramè con Costa, questione di autonomia del senegalese. Pochi istanti e il Napoli raddoppia. Ennesimo errore-mollezza della Spal, Allan (tutto libero sul fronte opposto a quello abituale) scodella per Hamsik che incorna in rete. Alt, c’è il Var: gol annullato per un fuorigioco.

Allora il Napoli fa come le formiche di Gino e Michele, che s’incazzano. Assai. Attimi di nervosismo tra Mario Rui e la panchina biancazzurra. Passano i minuti, si resta 1-0, Semplici mette Floccari per Grassi arretrando Kurtic e passando alle due punte. Qualcosa bisogna provare. C’è un sussulto. Il naso viene messo fuori. Ma Insigne fa correre un brivido carognone. Paloschi rileva Antenucci. La gara corre alla fine. E adesso? Per la lotta salvezza nulla è cambiato.

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