La Nuova Ferrara

Sport

UNA SQUADRA DA RIMETTERE IN ORDINE

DI MARCO NAGLIATI

Quando una squadra inizia a sgonfiarsi lentamente ma progressivamente, significa che nell’ecosistema di quel gruppo ci sono falle piccole ma evidenti. Il degrado della Spal non è tanto nei risultati,...

2 MINUTI DI LETTURA





Quando una squadra inizia a sgonfiarsi lentamente ma progressivamente, significa che nell’ecosistema di quel gruppo ci sono falle piccole ma evidenti. Il degrado della Spal non è tanto nei risultati, dei quali comunque sono la derivante fondamentale, quanto in quel senso di sfiducia e di fatalismo che sembra avere preso possesso dell’anima biancazzurra. Non si spiegano altrimenti prestazioni così ondivaghe ma sostanzialmente simili nella dinamica: un avvio timido, pauroso. Una clamorosa disattenzione iniziale che spalanca la salita. Da lì un remare faticoso verso un approdo almeno decente, che però (trattandosi spesso di un pareggio) poco cambia ai fini della classifica nell’era dei tre punti. Ultimamente è andata anche peggio: i 90’ pallidi di Cagliari, la prova di solo furore per mezz’ora col Milan (in verità il fuoco s’è visto in Lazzari e Antenucci, mica in tutti). Pare un declinare verso l’arrendevolezza. Prima c’erano gli erroracci, certo, epperò seguiva la furibonda reazione che ha portato ai pari con Verona e Torino, oppure all’1-1 di Bergamo. Anche a fine gennaio con l’Inter la Spal sembrava fragile ma coraggiosa. Poi, in pochissime settimane, la vallata s’è oscurata. Come se fossero arrivati a riva tutti i detriti e le scorie lasciate in giro in piccole dosi durante il tragitto.

Probabilmente è così: i biancazzurri pagano adesso varie questioni lasciate galleggiare. Ed è forse sulla base di tali riflessioni che la posizione di Semplici ha perso solidità. Del resto non serve blindarsi negli allenamenti al chiuso di via Copparo per evitare gli spifferi, quei segnali che filtrano di un gruppo nervoso che non appare così granitico come si racconta. Per non accennare alla paradossale situazione di Borriello, che parrebbe artigliato dal più lungo infortunio della storia pallonara. Infine, la questione modulo che Semplici ritiene intoccabile perché poi - dicono tutti i tecnici - contano spirito ed interpretazione. Anche vero, però col 5-3-2 (o 5-3-1-1) questa Spal subisce “mille” gol e costruisce zero e allora - magari - provare a cambiare...

Per rimanere in corsa servono passi decisi e forti. Inequivocabili. Dalla posizione del tecnico (stasera o Semplici salta lasciando a Mandorlini oppure la società lo blindi per l’intera stagione con frasi chiare e non interpretabili come è accaduto finora), alla valutazione sul reale apporto di alcuni calciatori. Se non remano nella direzione voluta dal club, escano dallo spogliatoio. Stasera, nella peggiore delle ipotesi, la Spal potrebbe trovarsi a “-9” dal Sassuolo e a “-7” dal Crotone. E ieri il Chievo ha allungato a “+8”. Dai, la salvezza è diventato affare per uomini veri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google