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«Sì, adesso tocca a noi» La Spal pronta alla lotta

di Marco Nagliati
«Sì, adesso tocca a noi» La Spal pronta alla lotta

Terminate le sfide impossibili. Domenica a Crotone è tempo di raccogliere

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FERRARA. Della settimana vissuta sul filo del rasoio non devono restare che gocce di pioggia. Ricordo di Fuorigrotta e di una sconfitta “accettabile” contro la capolista Napoli, che ha suonato la nona sinfonia (record di vittorie consecutive in campionato) e adesso va per la strada maestra. Un tragitto che, inevitabilmente, si incrocerà con l’eterna rivale Juventus. Partenopei ferocemente a caccia di uno scudetto che saprà di impresa (visti i ritmi che sono impostati al vertice), la Spal altrettanto tenacemente è alle prese con una battaglia salvezza che avrebbe connotati storici. Sarri, nel dopo partita, ironizzava: «Siamo partiti bene, la nostra superiorità è stata così schiacciante che ci siamo dimenticati di chiuderla». E certo, il 66% di possesso palla del Napoli è indicatore di un match che Golia ha tenuto saldamente in mano.

Ma il Davide con la casacca spallina ha evitato il tracollo, consentendo così a Leonardo Semplici di non precipitare. E adesso, si tira una riga. Si dà spessore a quel filo. L’universo biancazzurro ha trascorso qualche momento tellurico, l’edificio è rimasto in piedi e la famiglia è intatta. Un percorso è composto anche da confronti aspri, momenti di tensione. Nervosismi. Da oggi, però, la truppa si cementa di nuovo e si guarda al futuro. Duro. E decisivo: Crotone. Il calendario svolta, mette di fronte alla Spal alcune partite che devono essere necessariamente vinte. È l’ora del salto di qualità. Mentale: perché contro le big e con niente da perdere la prestazione c’è stata spesso, mentre con le dirette concorrenti i balbettii non sono mancati. Fisico: correre e reggere l’atletismo altrui. Tattico: ordine e capacità di interpretare le due fasi. Finora difesa troppo smemorata e attacco poco assecondato.

Domenica, allo Scida, la prima delle partite che valgono una bella fetta di stagione. Obiettivo iniziale oggi, alla ripresa degli allenamenti, avere serenità. Si apre un capitolo nuovo e non un solo atomo biancazzurro deve disperdere energie. Poi, mister Semplici sa. E lo ammette: «Adesso ci serve qualcosa di più e di diverso». In altre parole è perfettamente consapevole che la sua squadra ha l’assoluta necessità di mostrare ben altra personalità. Una retroguardia che garantisca sicurezza e un centrocampo che riesca a produrre uno straccio di pericolosità continuata. Perché alle punte biancazzurre il talento non manca, va però alimentato. Iniziando dallo giocare in coppia e magari mettendo Kurtic fisso sulla linea dei centrocampisti. Le statistiche, del resto, non mentono: la Spal è fra le tre formazioni che tirano meno in porta. Dietro di lei solo Cagliari (per una misera conclusione di differenza) e il Verona. Per contro i ferraresi sono sul podio tra i team che concedono maggiori chance ai rivali: subiscono 107 tiri in porta. Peggio soltanto Sampdoria e Verona.

In Calabria si scende per vincere, ci sono 4 lunghezze di ritardo. Una sconfitta avrebbe il sapore della catastrofe sportiva. Come dice Semplici «adesso comincia il nostro campionato» e, di conseguenza, partendo con l’handicap i biancazzurri non possono che inseguire il bersaglio grosso. Sarebbe una ferita profonda nell’anima di un Crotone che con Zenga pareva rivitalizzato (poi domenica scorsa Benevento ha un po’ ridimensionato il progetto di mister Walter), al contempo darebbe alla Spal un filo di quell’entusiasmo che s’è leggermente smarrito nei meandri di Cagliari e nel duello col Milan. «Sì, ora tocca a noi» posta Semplici sul profilo Instagram. La squadra è ovviamente pienamente consapevole del momento che arriva, della tempesta di emozioni annunciate a Crotone. Il concetto è quello, lo timbra anche Federico Viviani che scrive: «Finito il mini ciclo di partite difficili. Adesso bisogna iniziare a fare punti già da domenica prossima». Okay, il concetto è chiaro e la città è pronta ad una nuova trasferta colma di speranza. Crotone non è Napoli, la Spal ci può arrivare con ben altro spirito. «Vogliamo la salvezza ad ogni costo - chiosa il presidente Mattioli - e i nostri tifosi, meravigliosi, sono sempre con noi». Ci sarà un primo grosso nodo da sciogliere, giorno dopo giorno, nell’avvicinamento alla Calabria. Felipe sarà squalificato e se Cionek non recupera, la linea a tre sarà composta da Simic, Vicari e Salamon. A meno che non si ipotizzi uno schieramento a “quattro”, ma la qual cosa appare improbabile. Almeno per ora.



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