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Alessia sulle ali dell’entusiasmo «Un anno stupendo, lavoro per il bis»

di Sergio Armanino
Alessia sulle ali dell’entusiasmo «Un anno stupendo, lavoro per il bis»

FERRARA. È diventato il nostro appuntamento fisso, un’abitudine che, in verità, di abitudinario non ha proprio nulla, naturalmente grazie a lei. È l’intervista ad Alessia Maurelli, capitano della...

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FERRARA. È diventato il nostro appuntamento fisso, un’abitudine che, in verità, di abitudinario non ha proprio nulla, naturalmente grazie a lei. È l’intervista ad Alessia Maurelli, capitano della Nazionale di ginnastica ritmica, la “farfalla” cresciuta a Ferrara nella palestra di Livia Ghetti e approdata all’azzurro di Desio, dove stabilmente si allena agli ordini del ct Emanuela Maccarani. L’occasione per sentirla è data da un’altra abitudine che si è consolidata nel tempo e che, pure, di abitudinario non ha proprio nulla, grazie allo spettacolo che ogni anno si rinnova: il Galà della ginnastica, in scena al palasport di Ferrara sabato.

Alessia, è trascorso un anno: quale bilancio porti nella tua Ferrara?

«È successo... il mondo! Questo nuovo ruolo da capitana è stato super, poi 15 medaglie, tra cui 7 d’oro, e il gran finale con i mondiali a Pesaro e l’oro nell’esercizio con i 5 cerchi».

Un bilancio soddisfacente?

«In generale, tutto l’anno andato benissimo. Solo a Pesaro qualcosa di più ce lo aspettavamo in una delle due finali: nel concorso generale siamo arrivate quarte, dietro a un Giappone che non aveva brillato molto durante la stagione. Ma poi l’oro conquistato in casa ci ha fatto riprendere, è stata una bella ricompensa, per noi e per chi ci ha seguite».

È stato anche il primo anno intero con Martina Santandrea al tuo fianco...

«È andata molto molto bene anche lei, si è riconfermata nella squadra che affronterà gli Europei a inizio giugno e i Mondiali a Sofia metà settembre, con le prime tre classificate che andranno a Tokyo direttamente».

Sono i primi pass per le Olimpiadi 2020?

«Sì, poi ci saranno quelli dei mondiali 2019».

A stabilire chi vince, nella vostra disciplina, sono i giudici: come procede il vostro accreditamento?

«Quest’anno è stato un po’ modificato il codice e a livello mondiale vediamo un po’ di disaccordo. Sarà sempre più difficile eseguire esercizi complessi e rischiosi, l’errore non verrà perdonato. Per questo, proviamo e riproviamo: abbiamo cambiato in parte l’esercizio con i cerchi e del tutto quello con due palle e tre funi».

Cosa proporrete al pubblico di Ferrara?

«Appunto questi due esercizi, come al solito sarà la prima volta che li mostreremo, almeno in un’esibizione ufficiale: il galà di Ferrara è diventato questo appuntamento e ormai, anche per questioni scaramantiche, comtinuerà a esserlo».

C’è scaramanzia in Nazionale?

«Sì, Emanuela Maccarani è scaramantica e Ferrara non può mancare come primo appuntamento verso la nuova stagione: non a caso è l’ottavo anno che la Nazionale viene a Ferrara, la nostra allenatrice ci crede proprio...».

Torni nella tua città con un anno da capitano alle spalle: come l’hai vissuto?

«È una responsabilità che non pensavo fosse così importante. Ho riscontrato un mio atteggiamento diverso nello stare in pedana: prima guardavo solo le compagne, come una pari fra di loro, ora le guardo a una a una negli occhi, spendo qualche parola, per dare gli ultimi consigli o infondere la giusta carica. È un ruolo che mi ha fortificato, sia come persona sia come ginnasta».

Tu e la Santandrea siete cresciute nella scuola di Livia Ghetti: ci sono nuove farfalline che stanno crescendo a Ferrara?

«La scorsa stagione non ha avuto un anno brillantissimo, ora sta tirando su le giovani, dopo aver fatto tanto per far crescere me e Martina. Sono andata a trovarle per Natale, ci sono delle belle bimbe e sono molto fiduciosa nel loro futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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