Spal, servono unione e fede I fantasmi del passato vanno subito scacciati
Errori dirigenziali, di mercato e alcune dinamiche come l’anno di B 92/93 Ora però va resettato tutto, la compattezza interna può essere decisiva
FERRARA. Scacciamo i fantasmi del passato. O meglio: è la Spal che deve impegnarsi a farlo. E per passato intendiamo la stagione 1992/93, quella della serie B donigagliana. Tante, troppe, similitudini, così per certi versi è lecito temere che questa annata possa avere identico epilogo di quella, ed auspicare invece che ciò non accada.
I punti di contatto sono parecchi. Da una società che all’epoca - sull’onda di due promozioni consecutive - arrivò forse troppo presto e impreparata alla cadetteria, a scelte di mercato che sacrificarono indispensabili esponenti della vecchia guardia a profitto di qualche nome, a valutazioni tecniche errate - in sede di campagne acquisti -fino al valzer degli allenatori. Sommando il tutto, arrivò un’immediata retrocessione che fece disperdere il capitale di entusiasmo che si era immagazzinato, e che interruppe una dinamica sportiva che, se gestita diversamente, avrebbe potuto portare a continuità e traguardi.
Qui, adesso, non siamo ancora a quel punto. Ma, oggi come allora, due promozioni di fila hanno portato a una categoria, in questo caso la serie A, tanto agognata (da mezzo secolo) quanto affrontata senza il necessario bagaglio di esperienza collettiva a certi livelli. Quando nel post-promozione il sempre saggio Francesco Colombarini affermò che forse si era arrivati un filo troppo presto così in alto, il patron non voleva dire che non fosse strafelice dello storico traguardo; semplicemente, la sua lucidità manageriale gli consentiva di prevedere certe fisiologiche difficoltà. Il fatto è che le alte vette hanno eccessivamente inebriato alcune componenti del club, si sono sottovalutate alcune dinamiche, si è ritenuto di aver allestito un gruppo più competitivo di quanto in realtà si sia dimostrato. Che la Spal dovesse solo lottare per salvarsi era noto e logico, ma le difficoltà della squadra - acuitesi ultimamente anche in termini di classifica - affondano le radici nel mercato estivo. Il resto è stato ed è tutto un effetto valanga, amplificato dal dopo Udine in poi, dalla graticola su cui è stato messo mister Semplici, dall’ultima complicatissima settimana, dalle tensioni alimentate dall’interno.
Ok, l’abbiamo capito. Ma, adesso, punto. È il momento di resettare tutto. Ciò che è successo non potrà finire nel dimenticatoio, ma venga messo tra parentesi. La Spal deve essere un blocco unico, granitico. Proprietà-dirigenza-allenatore-squadra. Vanno dati segnali forte, a mister e giocatori, che devono avere e sentire il totale appoggio - la vicinanza -, l’incrollabile fiducia della cupola. Oltre alle parole, i fatti.
Ieri si è avuto un segnale importante, tangibile. Il presidente Mattioli e il d.t. Vagnati hanno assistito dai bordi del campo all’allenamento di ripresa. Che la settimana corra via calma, senza esternazioni, e che i messaggi siano privi di ambiguità, perché uno spogliatoio queste cose le coglie al volo, e il rischio della destabilizzazione è il pericolo più grande che si possa correre.
Il -4 dal Crotone quartultimo sembra handicap pesante, oltretutto prima dello scontro diretto di domenica in Calabria. Ma la visione dev’essere più ampia, e la salvezza resta traguardo possibilissimo. A Crotone la Spal dovrà giocare per non perdere e possibilmente per vincere, anche i rossoblù sentiranno pressione, non avranno diritto all’errore. Fare risultato potrebbe rappresentare la svolta, per la Spal. Immaginiamo con che carica si andrebbe poi ad affrontare il Bologna al “Mazza”, che clima si respirerebbe in città, allo stadio. E poi, dopo, la sfida non impossibile - soprattutto sull’onda di una dinamica felice e contro un avversario che di problemi ne ha sicuramente e che resta un rivale diretto -, quella contro il Sassuolo.
La Spal potrebbe davvero far svoltare la stagione. Ma è dal cuore del club, dalle segrete stanze, che bisogna fare le mosse giuste. A Crotone dovrà volare una Spal serena, determinata, fiduciosa, unita. I biancazzurri non si salveranno e non retrocederanno domenica, pur se un eventuale ko avrebbe impatto notevolmente negativo. Ma noi umani siamo fatti di energia, e per equilibrare quella - appunto - negativa, c’è bisogno di tanta positività. La si dispensi a piene mani. Chi può agisca.
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