Super mega Hall La Bondi piace Forlì si arrende
Mostruosa prova di Mike: i ferraresi volano La gara nasce male ma poi finisce in gloria
FERRARA. Nata male. Finita in gloria. La Bondi non offre solo lasagne nell’anticipo televisivo del mezzodì di ieri, bensì getta sul parquet il pokerissimo. Piega Forlì al culmine di una partita spigolosa e urticante per un arbitraggio che cambia metro ad ogni quarto, ed infila la quinta vittoria consecutiva. La sesta su sette match della gestione Bonacina. A furia di seguire il mantra del suo coach («una partita alla volta»), la pattuglia ferrarese si trova pienamente coinvolta nella corsa playoff. Al palasport piove la solita girandola di emozioni, con il Kleb che per 20’ soffre e stenta. È la zona cui attinge quel volpone di Valli che frena lo slancio estense. Toglie geometrie e quella dose di autostima che è indispensabile quando una squadra vola e tira da fuori. Infatti, nei primi due quarti, Ferrara ha solo due “missili” all’attivo. Non che dopo la razione abbondi, epperò almeno finiscono nel paniere quelle tre che contano. Insomma, Bondi in ambasce ma brava - davvero - a limitare i danni nel suo momento peggiore: 35-39 all’intervallo.
E poi, chiaro. In squadra c’è iradiddio Mike Hall, un fuoriclasse senza pari. Stratosferico. Energia pura. Ha fatto il leader emotivo e tecnico. È stato talento e lava liquida: 30 punti, 15 rimbalzi, 6 falli subiti e 5 assist. Però c’è anche altro in questa Bondi che piace. Le letture tattiche di Bonacina, ad esempio. Perché quando ha capito che la zona forlivese stava “stroncando” il suo piano partita, il tecnico ha fatto cambiare pelle ai suoi. Esce Castelli per falli e la Bondi serve sempre Fantoni che - non a caso - nel terzo periodo insacca 9 dei sui 13 punti. Chiede a Rush di aprire il campo a sinistra e di attaccare in “uno contro uno” mentre Hall esce dal “pitturato” per dare strada ad Erik. Consiglia a Cortese di giocare spalle e non fronte a canestro, quando Jackson o Fallucca lo marcano e non possono reggere le spallate del capitano.
Ecco, belle cose. Non subito. Dopo 3’ Cortese ha 2 falli. Forlì va a zona e a volte è “box and one” con Naimy che segue a uomo l’esterno (sia Moreno, Panni o Cortese). Ferrara perde due palloni, senza pazienza. L’Unieuro insacca due triple con Castelli (unici acuti dell’ex in una gara pallida). È il primo strappo ospite: 6-16 e 11-16 al 10’. Con la zona Forlì usa il fisico e rischia di commettere meno falli. Inoltre gli arbitri tollerano questo atletismo. DiLiegro mette il peso, Naimy la mano. Fuori gara invece Jackson, sul quale Cortese in difesa è eccellente. La Bondi fatica anche sui rimbalzi, in più alcuni buoni tiri non entrano (23-33 al 15’). Per la legge del contrappasso, anche il Kleb mette una manciata di zona ed è un 8-0 ispirato da Hall a ricucire (35-39 al 20’).
E il derby cambia. Hall riparta dove aveva lasciato: paniere, rimbalzo difensivo, rebound offensivo, cesto e infine schiacciata. Al 22’ sorpasso estense: 41-39. Terzo e quarto fallo Castelli, la Bondi si appoggia a Fantoni ed ottiene ottimi dividendi (contro il giovane Thiam o De Laurentiis). Sono due triple di Naimy (mentre Ferrara è ancora nulla da fuori) a far respirare Forlì. Il match però sta cambiando. Anche gli arbitri, adesso, concedono qualcosa in più a Ferrara e tolgono a Forlì. Finalmente Panni da tre e massimo vantaggio (61-56 al 29’). È uno stratosferico Hall a timbrare il decollo: forza bruta sui palloni vaganti, canestri acrobatici nella mischia. Bondi avanti di 11 (73-62). Lieve relax, Naimy gioca dietro i blocchi fa il reuccio con due triple ed avvia un break di 2-10 aiutato da DiLiegro. Sul 75-72, figurarsi, Hall riprende in mano il timone: canestro e libero. Rimbalzo. Assist per Rush: 80-72. Altri sorrisi, guys.
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