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Rinascimento di marca Spal per la salvezza

di Marco Nagliati
Rinascimento di marca Spal per la salvezza

Dopo alcune prestazioni opache la reazione Crotone ha ridato slancio all’ambiente

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FERRARA. “Temperature rigide a Ferrara: -1. Forza Spal”. Circola, nel frequentato e variegato mondo dei social, una battuta che riassume il sollievo del mondo biancazzurro dopo la salvifica vittoria di domenica a Crotone. Sotto di quattro dalla quota salvezza, i Semplici boys sono risaliti a quel punticino di distanza che ha ridato colore al mondo pallonaro ferrarese. Il rischio di compromettere quasi del tutto il prosieguo del campionato era alto sul prato calabrese dello “Scida”, l’aver vinto ha il sapore di una nuova vita. Il Rinascimento spallino ha avuto il gusto pieno del risveglio anche per la prestazione globale del gruppo, tornato arrembante e sfrontato dopo qualche settimana di preoccupante sonnolenza. Quindici giorni di turbolenze che hanno fatto tremare anche le fondamenta: leggi la posizione dell’allenatore. Quello che non è riuscito a Cagliari, la Spal l’ha estratto dal cilindro a Crotone. Appena prima del precipizio. Quello che serviva. Quello che alla vigilia aveva chiesto Semplici: «Sì, voglio vedere una squadra che giochi al calcio con testa alta e sicurezza. Perché anche noi abbiamo delle qualità e i ragazzi devono crederci». È andata così e ora là sotto si riattiva la centrifuga. Cagliari, Chievo, Sassuolo, Crotone... Tutti nel mischione. E adesso sì che l’anatema del tecnico spallino può avere effetto: “Le partite contro le big toccheranno anche alle altre”. Semplici lo disse dopo il rovescio col Milan, lo ribadì dopo Napoli. Era vero, certo. Ma se la sua Spal impattava a Udine e crollava in Sardegna era inutile prendere il binocolo e scrutare il calendario altrui. Ecco, se adesso i biancazzurri hanno cambiato marcia anche l’aver già messo alle spalle diversi top team (Lazio e Inter compresi) diventa un alleato.

A patto che il sospiro per lo scampato pericolo non smorzi la carica agonistica degli spallini. Che il sorriso ritrovato non annacqui l’adrenalina. Lo spirito è il cardine: Antenucci che segna e corre mulinando le braccia verso la panchina, gridando tutti qui. Tutti qui ad abbracciarci: noi e loro. Giocatori e staff. Perché dietro l’angolo ci sono due match che possono davvero far salire la Spal sull’ovovia che conduce sopra la zona salvezza. Sabato alle 15 al Mazza c’è il Bologna, domenica 11 marzo a Reggio Emilia il Sassuolo. Nulla è facile, di certo però è abbordabile. «Tocca a noi» è il mantra di Semplici. Che la fiamma rimanga fuoco ruggente, in quanto Crotone è stata solo un’operazione di salvataggio. Il traguardo è ancora distante e, come in tutte le cose, gli inciampi sono consuetudine.

Per dire: il pasticcio sul cambio Lazzari-Schiattarella è emblematico di quanto sia sempre faticoso. Per una non colpa, in sostanza, la Spal perde per il derby con i rossoblù un uomo che sarebbe stato determinante. Il giallo a Schiattarella è figlio di un equivoco, ma era in diffida e la squalifica pesa. Il quarto uomo sbaglia: la panchina chiama il 28 (Schiattarella) per il cambio, sulla lavagna esce il 29 (Lazzari). Manuel si stupisce e tentenna, Schiattarella non vede uscire il suo numero e quindi non si muove. L’arbitro Orsato comprende che invece è Pasquale a dover lasciare posto a Salamon e gli affibbia il cartellino per presunta perdita di tempo. Ingiusto. Ma intanto a mister Semplici svapora un’opzione fondamentale. Si consolerà con Viviani, finora titolare nel ruolo di centrocampista e per giunta ex. Confidare nella reazione dopo la panchina di Crotone.

Rientra dopo un turno di squalifica, invece, Felipe che richiederà a gran voce il posto a sinistra nella linea dei centrali difensivi. Di certo con l’arrivo di Simic dal mercato di gennaio, e dopo la prestazione convincente con gol del croato, il reparto qualche alternativa in più può offrirla e l’assenza dell’italo-brasiliano in Calabria si è avvertita meno. Infine c’è Marco Borriello che non vede il campo da molto tempo. L’altro giorno il patron Colombarini ha accennato: «Sta lavorando per esserci, c’è bisogno anche di lui per centrare l’obiettivo». Sta di fatto che non è il caso di sbilanciarsi in previsioni, nè in fondo in attacco la Spal è messa male. Con Antenucci, Borriello e Paloschi il settore dà ampie garanzie. Inoltre Borriello è fuori da svariate settimane e anche qualora rientrasse in gruppo necessiterebbe di tempo per trovare un minimo di condizione. Dai, ci sono Anteseven7, Paloschino43 e il Boia Floccari per attaccare Bologna la grassa.

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