Il derby può dire Milan ma Gattuso non ci sta: «Voglio 11 avvelenati»
CARNAGO (VARESE). Rino Gattuso va dritto al punto. Il derby con l'Inter è scontro diretto per la Champions e il Milan deve affrontarlo «come una finale»: non ha alibi per i 120' più rigori con cui...
CARNAGO (VARESE). Rino Gattuso va dritto al punto. Il derby con l'Inter è scontro diretto per la Champions e il Milan deve affrontarlo «come una finale»: non ha alibi per i 120' più rigori con cui mercoledì ha conquistato la finale di coppa Italia, né può sbagliare a differenza degli avversari, quarti con 7 punti di vantaggio. «Ciò che più temo dell'Inter è Spalletti: ha fatto tanti derby a Roma, ha esperienza» ha notato l'ex mediano rispondendo ai complimenti del collega. «Ma a viverli da allenatore si fa più fatica», ha sperimentato Gattuso. «Sento che siamo favoriti e non mi piace, voglio 11 avvelenati in campo. Ci giochiamo tutto. Dobbiamo essere umili, non farci prendere dall'entusiasmo. Non dobbiamo avere il braccino, né voglio sentire la parola stanchezza». Tocca a Cutrone cominciare da titolare al centro dell'attacco in un San Siro da tutto esaurito: record d'incasso in A per il Milan, che sfiora i 4 milioni.
«Icardi è prontissimo, non solo pronto. Il derby è una partita speciale che a giocatori forti da sensazioni particolari» : lo dice il tecnico dell'Inter Luciano Spalletti. «Le sensazioni sono bellissime. Si va a giocare la partita più bella del campionato. Dobbiamo arrivarci nella maniera corretta, consapevoli della nostra forza e dell'importanza della partita. Se si vuole andare in Champions è il momento di prendersi responsabilità importanti. Di sicuro Cancelo gioca esterno basso e non alto. Candreva trequartista? Ha giocato lì il finale dell'ultima gara e in alcuni allenamenti. Miranda può giocare tutta la gara, per Borja Valero devo valutare. Perisic? Nessuno da solo può determinare i risultati di una squadra, ha avuto un calo come altri, ma uno come lui lo vorrei sempre nella mia squadra».
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