La Nuova Ferrara

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QUEL COMUNE SENTIMENTO DI FERRARESITÀ

DI PAOLO NEGRI

È stata la vittoria del senso di appartenenza. Della ferraresità e della spallinità. Il gigantesco emblema di San Giorgio innalzato dalla Ovest ha rappresentato il vessillo comune dietro cui hanno...

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È stata la vittoria del senso di appartenenza. Della ferraresità e della spallinità. Il gigantesco emblema di San Giorgio innalzato dalla Ovest ha rappresentato il vessillo comune dietro cui hanno marciato le truppe biancazzurre. Un’avanzata imperiosa, che ha schiacciato il Bologna, dominato sotto ogni punto di vista. Il Drago rossoblù ha avuto un unico, isolato, sussulto, a gara ormai terminata, ma Destro non ha alitato fuoco, la sua potenziale fiamma è stata incredibilmente spenta, quasi che la pioggia gelata e battente avesse ricevuto la missione - da San Giorgio - di non far rovinare un pomeriggio calcisticamente stupendo.

Ha vinto Ferrara. Hanno vinto i tifosi. Ha vinto la società che si è fatta in quattro per rendere agibile lo stadio ed il campo, ripuliti alla grande dopo non aver lesinato sforzi. Ed hanno vinto mister Semplici ed i suoi uomini. Una compattezza, un’unione, un temperamento, una qualità di gioco, un’intensità agonistica segnali espliciti di una condizione mentale, psicologica, fisica e tecnica giunta al punto più alto di questa stagione. Nel momento topico. La vittoria nel derby ha valenza incommensurabile, per ciò che rappresenta questa partita - e per la benzina che di conseguenza viene immessa nel morale - ma anche e soprattutto per altri fattori. Conferma ed amplifica la prestazione ed il successo di Crotone. Permette alla Spal di dormire in zona salvezza, lasciandosi alle spalle (a -2) un Crotone che oggi a Torino - sponda granata - scenderà in campo con grandissima pressione. Consente di agganciare il Sassuolo, oggi impegnato nello scontro diretto di Verona col Chievo e prossimo avversario dei biancazzurri. Le rivali, tutte (Crotone, Sassuolo, Chievo, Cagliari), sono avvisate. Anche l’Hellas, che è dietro ed a Benevento non dovrebbe passeggiare. La Spal è in salute, si è sbloccata, ha svoltato, ha (ri)trovato l’assetto ideale tornando alle due punte. Il declic è scattato. Al momento giusto, quando il calendario ha dato l’opportunità di invertire la tendenza, nelle partite da non sbagliare. Non è finita, ovvio. Tutto è ancora da conquistare. Ma dopo ieri la speranza di farcela è diventata qualcosa di più.

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